Cameron Carpenter incanta Verona e i veronesi al Teatro Romano, per una serata unica in città e una delle poche date in Italia dell’artista che è stato definito “il Franz Listz dell’organo” all’unanimità dalla stampa internazionale. Sabato 27 agosto quasi il tutto esaurito per ascoltare il musicista che ha portato ad una nuova dimensione la musica organistica.

Uno spettacolo rivoluzionato in completo nella scaletta ma non per questo non osannato al termine della performance, riconoscendo riuscito l’esperimento di voler portare “fuori” dalla loro dimensione più arcaica gli organi, per disporli in maniera stereofonica nello spazio del palcoscenico del Teatro. L’umidità della giornata ha purtroppo impedito di poter eseguire, nella seconda parte della serata, il momento più atteso: la Révolte des Orgues, composta nel 2007 dall’organista e compositore parigino Jean Guillou, allievo del grande Marcel Dupré e visionario erede della grande tradizione organistica francese.

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Per questo lo spettacolo è riuscito ad esaltare ancora più massivamente l’enorme talento dell’artista americano che ha eseguito da solista, in affascinante abbinamento con i mormorii dell’acqua dell’Adige, le meravigliose note di Johan Sebastian Bach nel “Preludio in Do Maggiore” e nel “Preludio e fuga in Do Maggiore”, un incanto sinfonico che ha conquistato il pubblico presente.

A seguire un’improvvisazione solistica sempre di Carpenter, intervallata da un’esibizione alle percussioni del maestro Christian Benning. Una sfida, quella della Révolte des Orgues, soltanto rimandata al futuro, perché Verona è sicuramente pronta a riaccogliere a braccia aperte il grande talento americano.

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