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Viaggiare è un balsamo per l’anima e per il corpo, uno di quei “piacevoli vizi” che in questi due anni e rotti di pandemia è pesato come un macigno sulle spalle di molte persone. E così, appena si è potuto approfittare di quelle poche (e brevi) finestre di libertà, per tanti viaggiatori la cura è stata salire sul primo mezzo di trasporto a disposizione e far scoppiare quella bolla di apatia in cui ci eravamo rinchiusi.

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Dalla loro bolla, Giulio e Chiara, coppia veronese con l’avventura nel sangue, sono usciti a marzo 2021 a bordo di un camper, Marley, insieme alle loro due compari: la gatta Carolina e la cagnolina Yukiko. Il viaggio della “ciurma” dei Vagamondi, come sono conosciuti sui loro seguitissimi social, è iniziato nel Nord Europa, ma presto saranno pronti per partire alla volta del Sol Levante con una (grande) novità: Simba, un vero e proprio mezzo da battaglia che i due stanno trasformando in casa mobile.

Chiara, Giulio, da quanto state insieme?

Come coppia stiamo insieme da due anni, però ci conosciamo da quasi otto anni perché entrambi facevamo paracadutismo all’aeroporto di Boscomantico, a Verona. Da lì ci è voluto un po’, ma poi l’amore ha fatto il resto.

Quando avete deciso di mollare tutto e partire in camper?

Allora diciamo che noi da quando ci conosciamo, ci siamo sempre detti che prima o dopo avremmo  cambiato vita e saremmo partiti per girare il mondo. La decisione di prendere un camper e di partire  è nata durante la prima pandemia, nell’aprile 2020, quando tutti eravamo chiusi in casa e noi guardavamo video di chi faceva già questa vita. È nato tutto per caso: ci siamo guardati e ci siamo detti: “scusa ma perchè invece di prendere un aereo, non ci prendiamo un camper e ci creiamo il nostro viaggio e la nostra destinazione?” e così siamo partiti, da totalmente ignoranti in materia: nessuno dei due era mai stato in un camper. Nel marzo 2021 abbiamo chiuso la porta della nostra casa in Valpolicella e siamo partiti alla volta del Nord Europa senza una destinazione precisa, ma diciamo che la Svezia allora era l’unico Paese aperto per turismo.

La vostra scelta è stata quella di portare con voi Carolina e Yukiko, le vostre due amiche a quattro zampe. Com’è vivere con due animali in camper?

Stiamo sempre tutti vicini vicini (ridono, ndr). Diciamo che loro sono la nostra famiglia quindi qualunque decisione riguardava anche e soprattutto il loro benessere. È chiaro che è stata comunque una scelta non facile perché per uscire dall’Italia e viaggiare in Europa, e fuori dall’Europa, bisogna ottenere il passaporto per gli animali, fare delle vaccinazioni. Tanto fa anche il rapporto che c’è con il padrone dell’animale. Noi abbiamo la fortuna che entrambe si sono abituate da subito allo spazio ristretto del camper. Poi non stanno tutto il giorno chiusi in camper: dovete pensare che noi apriamo la porta e hanno un giardino infinito per poter correre. Le abbiamo abituate nel tempo e gli abbiamo dato fiducia, soprattutto a Carolina che è la gattona, per entrare e uscire in autonomia. Loro alla fine stanno bene dove stiamo e questa è la cosa importante.

Voi adesso state lavorando per trasformare un furgone in un camper…Simba

Sì, cercavamo un mezzo che poteva essere leggermente più piccolo, più agevole e che non ci impediva di passare in sentieri e in zone dove un camper fa fatica. Ci serviva un mezzo più vecchio, che ci potesse dare la capacità di metterci le mani qualora fosse necessario risolvere problemi. Un camper che è un furgone privo di elettronica è sicuramente più semplice da sistemare in ogni parte del mondo. Al momento ci alziamo alle sette del mattino e fino alle sette di sera continuiamo a lavorare su Simba: adesso siamo riusciti a mettere il pavimento che è stato il primo grande traguardo.

Qual è il tempo stimato di fine lavori?

Noi stimiamo tre mesi. Speriamo poter partire prima dell’arrivo del caldo.

Il vostro obiettivo è girare il mondo e avete lanciato anche una raccolta fondi per questo. Qual è l’itinerario?

La nostra direzione sarà verso la Cina, chiaramente facendo tappa in nazioni davvero grandi dove ci fermeremo tantissimo: in Russia, Mongolia. E poi magari andiamo oltre. Ma vedremo cosa ne pensano anche Yuki e Carolina. Sarà un viaggio che sicuramente durerà anni perché non abbiamo nessuna fretta di arrivare: vogliamo goderci tutto quello che possiamo e poi vedremo. Abbiamo deciso poi di aprire una raccolta fondi perché abbiamo avuto un sacco di persone che ci seguivano e che ci chiedevano come potevano aiutarci e contribuire al vostro viaggio.

Beh, non vedo l’ora di seguirvi in giro per il mondo…

Anche noi non vediamo l’ora di portarvi tutti quanti con noi: siamo sicuri che ne vedrete delle belle!

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