barefooting barefoot

Camminare a piedi scalzi, a contatto con la natura, guadagnandone in salute e benessere. Potremmo riassumere così il principio alla base del barefooting, una vera e propria filosofia di vita che mira a recuperare il rapporto con la Madre Terra partendo da un piccolo gesto spesso divenuto inconsueto: togliersi le scarpe.

Non sarà nuova la sensazione di camminare a piedi nulla sulla sabbia, nell’acqua, sui sassi o nel terriccio, ma forse stupirà sapere che è possibile trarne del beneficio, come migliorare la propria postura e ridurre lo stress. Nella pianta del piede abbiamo infatti moltissimi recettori e la loro stimolazione è un toccasana spesso sottovalutato.

Il barefooting, in Italia tipico delle zone di montagna, si sta diffondendo nelle città e anche Verona ha accolto il suo primo percorso negli spazi dell’ASD Scaligera Rugby, in via Montorio 114. A gestirlo sono alcuni appassionati volontari, che da anni praticano la camminata scalza, mentre la consulenza per la realizzazione del percorso è stata curata da Lionello Vestena, esperto naturopata e conduttore di immersioni in foresta. «Azioni che in altri Stati – ci racconta – vengono prescritte come toccasana per la salute, come da noi possono essere le terme».

Nello spazio di via Montorio si prova l’esperienza di camminare su noccioli di ciliegia, corteccia, argilla espansa, noccioli di olive macinati, terriccio, ghiaia, pigne e tanto altro. Dopo la stimolazione la possibilità di passeggiare sull’erba permette di bilanciare le forze con la Terra. Una camminata da fare lentamente, appoggiando saldamente l’intera pianta del piede, non solamente le dita e il tallone, per amplificare le sensazioni che il percorso offre, riconoscendo via via la tipologia di terreno e attivando con lo stesso uno scambio sensoriale. Nessuna regola e nessuna velocità imposta: ognuno può affrontare il percorso nei tempi e nell’ordine che preferisce, dando priorità alle sensazioni percepite.

«Noi ci troviamo alle 5:30 del mattino – racconta Stefano Peretti, tra gli ideatori del progetto – ma l’orario è libero. Stiamo studiando una sorta di badge per l’entrata negli spazi, ma generalmente si tratta di un’attività basata molto sulla sensibilità di ciascuno e sul proprio equilibrio corporeo. Quello che vogliamo fare, a titolo gratuito, è regalare a più persone possibili il benessere, la vitamina “T”, come l’ho soprannominata, per ricordare l’energia che arriva dalla Terra. Vogliamo impegnarci nel fare divulgazione, far conoscere il barefooting e fare di questo luogo un punto di riferimento in materia, aperto e a disposizione della cittadinanza 365 giorni all’anno. Nessun vincolo: a chi decide di unirsi a noi doniamo solamente un diario di bordo per annotare le sensazioni pre e post camminata, sempre da compilare in totale libertà». Una palestra senza abbonamenti e sale pesi, per riabituarci a sentire anche con i piedi e per dedicare del tempo a se stessi.

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