È Stella Cavallini, 25 anni e residente in provincia di Mantova, la vincitrice della quinta edizione del Premio nazionale “Carla Guglielmi“, il riconoscimento che ormai da cinque anni Fondazione Fevoss Santa Toscana bandisce per dare rilievo alla straordinaria relazione tra uomo e cavallo e alle ricerche nel settore degli interventi assistiti con questo animale, assegnato ieri mattina allo stand della Regione Veneto in occasione della 154esima edizione Fieracavalli, la più importante fiera internazionale dedicata a uno dei più antichi compagni dell’uomo, il cavallo, che si svolge quest’anno a Verona dal 3 al 6 novembre.

Un premio nato cinque anni fa dalla volontà di Angelo Pasi, promotore e benefattore dell’iniziativa, per ricordare la compianta moglie Carla Guglielmi, stimata docente di Lettere dell’istituto tecnico Pasoli di Verona, scomparsa alla fine del 2016, la cui vita è stata sempre indissolubilmente all’aiuto ai giovani in difficoltà e alla passione per i cavalli. «Obiettivo del premio è premiare gli elaborati più originali e innovativi che vedono nel cavallo un possibile supporto al giovane in particolari situazioni di difficoltà psicofisica, ma anche come “compagno” nel naturale percorso dell’adolescenza e della crescita verso l’età adulta» ha spiegato Angelo Pasi. Per questo il tema del Premio quest’anno ha una particolare valenza, vista la sentita emergenza «baby gang» e il disagio giovanile.

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Educare attraverso il rapporto con gli animali, questo il titolo della tesi di laurea magistrale in Scienze Pedagogiche di Stella Cavallini discussa all’Università degli Studi di Verona che le è valso il primo premio, una borsa di studio del valore di 1.500 euro. A essere premiato il lavoro che racconta alcune delle esperienze nate durante il progetto «Agrivivere», che ha visto protagonisti ragazzi dai 6 ai 18 anni immersi in attività in natura e a stretto contatto con i cavalli alla Scuola di equitazione La Conchiglia a Serravalle a Po, in provincia di Mantova. Tema del bando 2022 era proprio infatti ricercare prove concrete del valore degli interventi assistiti con il cavallo come “pronto intervento” per risolvere emergenze nell’ambito delle difficoltà giovanili. «Il rapporto tra i cavalli e questi ragazzi li ha portati ad avere un’infusione di autostima immensa» ha spiegato la vincitrice.

Novità di quest’anno anche due menzioni di merito, per Silvia Andreotti, 26 anni di Genova, per la tesi di laurea magistrale La relazione tra ragazzi con disabilità e il cavallo: come gli interventi assistiti possono sostenere la collaborazione fra gli utenti e il loro sviluppo bio-psico-sociale, in Psicologia Clinica e della Riabilitazione discussa all’Università Niccolò Cusano, e per Deborah Scarponi, 25 anni di Treia (Macerata), per la tesi di laurea in Scienze e Tecniche dello sport e delle attività motorie preventive e adattate, discussa all’Università degli Studi di Perugia, dal titolo Sono al tuo fianco: progetto su Interventi Assisititi con Equidi in bambini con disturbo dello spettro autistico.

Durante la mattinata è stato presentato anche il secondo volume della collana «Il nitrito che cura» (Edizioni03), già in uscita lo scorso anno e che ha l’obiettivo di raccogliere e diffondere ogni anno le tesi vincitrici. «Un duplice obiettivo di offrire ai giovani laureati un ulteriore riconoscimento della qualità del lavoro svolto e quello, statutario per la Fondazione, di favorire la diffusione scientifica» ha spiegato il presidente di Fondazione Fevoss Santa Toscana, Alfredo Dal Corso.

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