di Annalisa Mazzolari

Cosa ti ha spinto a testimoniare simili episodi di vita, purtroppo reali, all’interno di un libro?

«Sono un lettore appassionato. Negli ultimi anni tuttavia non trovavo libri che oltre a farmi innamorare dei personaggi mi accompagnassero all’ultima pagina lasciando qualcosa di nuovo da apprendere. Perciò mi sono spostato sulla lettura saggistica, di genere antropologico, e questa ha acceso il mio interesse nell’indagine e nella ricerca di spiegazioni circa comportamenti umani cosiddetti deviati e criminali. Ne ho tratto insegnamenti che volevo in qualche modo restituire unendoli all’amore per la scrittura. Così, sostenuto dall’esperienza che arriva dal mio lavoro e dagli studi eseguiti per passione, è nato Il predatore di anime».

Autore de “Il predatore di anime” Vito Franchini
Pensi di aver lasciato qualcosa di nuovo ai lettori? Quali sono stati i primi feedback ricevuti?

«I primi feedback hanno sottolineato un trionfo: ho portato argomenti sconosciuti ai più, lasciando emergere un argomento di nicchia in forma romanzata e incrementando così la consapevolezza delle persone nei confronti di certe tematiche quali lo stalking. Sono laureato in legge, non mi definisco antropologo bensì un appassionato, d’altro canto tutte le procedure d’ambito poliziesco descritte sono state riportate dall’esperienza professionale, da decine di casi affrontati nel corso della mia carriera, che restituiscono lo specchio reale di certe storie atroci».

Dove possiamo trovare il testo e come lo stai promuovendo?

«Ho avuto l’immenso onore di essere stato notato e di aver pubblicato il mio lavoro presso la casa editrice Giunti. Il loro team si occupa della promozione; potete trovare Il predatore di anime in tutte le librerie o acquistarlo via internet».

Per conoscere Vito Franchini e altre sue pubblicazioni visitate il sito http://www.vitofranchini.com/.