La scorsa settimana è stata presentata l’iniziativa Volotea4Veneto per sostenere e promuovere la cultura e l’arte della Regione. La compagnia aerea Volotea ha infatti deciso di fornire un budget di 100mila euro all’associazione culturale, tra le quattro finaliste, che vincerà il sondaggio tramite il pubblico votante. L’ente vincitore otterrà 90mila euro per il progetto e 10mila euro per la campagna di promozione. La campagna di votazione durerà fino al 22 maggio nel microsito dedicato.

Le quattro finaliste sono due veronesi, la Biblioteca Capitolare e la Camera di Commercio insieme al Comune di Verona, il Museo Gipsoteca di Possagno e il Museo nazionale di Villa Pisani. Il progetto di Digital Library della Biblioteca Capitolare ci è stato spiegato da Timoty Leonardi, project manager della biblioteca e da Monsignor Fasani, il Prefetto della Biblioteca.

«Il progetto Volotea4Veneto è un contest promosso da Volotea in cui la Biblioteca Capitolare è stata inserita per il progetto di Digital Library» spiega Leonardi. «Se dovessimo risultare vincitori, avremmo la possibilità di investire nell’infrastruttura tecnologica della Digital Library del futuro della Biblioteca».

«Un lavoro già in corso con l’Università di Verona, in cui accanto alla digitalizzazione del patrimonio manoscritto e libraio, c’è anche un investimento della Fondazione Biblioteca Capitolare per creare un museo multimediale, tecnologicamente avanzato che sfrutti il materiale digitalizzato e la catalogazione per gli studiosi ma anche per i futuri visitatori. È un investimento sul medio e lungo termine che porterà la Biblioteca ad avere un museo multimediale che racconti la sua storia, del suo edificio, della Verona romana, tardoantica e medievale».

«Quando si pensa alla digitalizzazione il pericolo è quello di pensare che si tratti solo di qualcosa di tecnico che sanno fare solo gli esperti – prosegue Monsignor Fasani – il realtà la digitalizzazione è una filiera perché parte da una lettura dei testi ma con un’infinità di ricadute e conseguenze. Io parlerei quindi di ricadute culturali, sorgerà infatti una banca dati che con altissima definizione verranno raccolti i codici custoditi qui in Biblioteca».

«Questa banca dati sarà messa a disposizione di tutti. Gli studenti che studiano la storia antica hanno accesso ai documenti grazie alla digitalizzazione. Lo studio di documenti e impossessarsi di un patrimonio culturale si traduce in mille altre riflessioni. Anche i visitatori, che torneranno dopo la pandemia, potranno vedere i tesori nascosti qui ma anche altre persone che non si possono spostare potranno vedere la Biblioteca» prosegue.

«Ma le finalità sono anche altre. Digitalizzando infatti si vanno a scoprire le cosiddette “glosse”, le note cioè dei testi. Una lettura attenta cioè di piccoli dettagli e una loro analisi. Con la digitalizzazione si possono anche vedere codici o disegni non visibili oggi ad occhio nudo» afferma.

«Scopriamo cioè un mondo nel mondo. La cultura è sedimentata» conclude. «Con la digitalizzazione possiamo anche aiutare i restauratori o gli epistemologi. In conclusione la digital library è un po’ l’anello finale, ma un‘analisi digitalizzata dei codici è una stratificazione che porta dentro vari livelli che coinvolgono competenze e professionalità diverse. Prima arriveremo a digitalizzare tutto, prima riusciremo a trovare una verità profonda nei nostri codici per mettere in moto la macchina di tutti i vari esperti che possono così estrapolare le ricchezze contenute nei codici».

Qui il link per poter votare il progetto di Digital Library.