Una voce da professionista e una penna piena di sogni. «I miei genitori mi hanno raccontato che, ancor prima di compiere un anno, intonai due note del cartone animato “Heidi”». Da lì è cominciato tutto per Isabella Paruzzo, finalista speciale di The Voice Kids Germania, terminato il 25 aprile a Berlino: 11 anni, bilingue e con doppia cittadinanza, italiana da parte del papà (veronese) e tedesca della mamma, ha stupito i giudici per il suo eccezionale talento artistico, la sua voce, la sua capacità di scrivere brani e, in particolare, ha lasciato senza parole Alvaro Soler, che le ha assegnato il Fast Pass mandandola direttamente in finale.

Isabella, come si è originato il tuo amore per il canto?

Da piccolina ho sempre cantato le sigle dei cartoni, praticamente tutte; a sei anni mi sono messa a studiare più seriamente, grazie agli insegnamenti di Elvira Caobelli. La mia passione è nata proprio in quel momento ed è aumentata sempre più, fino alla decisione di partecipare al concorso Tour Music Fest: sono arrivata tra i primi dieci finalisti, su 20mila concorrenti, e così ho iniziato a capire che poteva essere la strada giusta per me.

Parlando invece di The Voice, come si sono svolte le selezioni/audizioni in Germania e cosa hai provato ad arrivare in finale?

Tutto è partito con l’invio di un video in cui cantavo la canzone “Half the world away” di Aurora: The Voice mi ha contattata subito. Alle selezioni hanno partecipato 20mila concorrenti, circa 5mila per ciascun casting nelle varie città della Germania. Ad Amburgo si svolgevano tre prove, in cui era necessario preparare delle canzoni a propria scelta: chi superava questa fase facevo poi un’intervista. A seguire, venivano individuati due-trecento artisti per un casting finale a Berlino e qui venivano sottoposti a un’ulteriore selezione, che ne salvava circa un terzo per la “blind audition”, ovvero il momento della gara in cui ti esibisci davanti ai giudici che ti ascoltano di spalle. A questo punto passano 60 persone, alla selezione successiva 24 e 4 vanno direttamente in finale con il Fast pass, io compresa grazie alla decisione di Alvaro Soler. In totale, per la fase finale restano 12 partecipanti.

Per me è stata una gioia immensa arrivare alla finale, era il mio più grande sogno. È un onore aver avuto la possibilità di gareggiare a un livello altissimo, tra 12 dodici concorrenti bravissimi. È stata un’esperienza fantastica.

Come mai hai scelto proprio Alvaro Soler come tutor?

Sono da sempre una sua grandissima fan, adoro tutti i suoi pezzi e la gioia che riesce a trasmettere. Alvaro canta anche altri generi di musica, in maniera incredibile: è un mito. Oltretutto, ama molto l’Italia e ho sentito di essere vicino alla sua sensibilità: lui è sempre sorridente, calmo e gentile e mi ha subito dedicato molto tempo e donato molto affetto. Dopo la blind audition ho scritto un brano per lui che si chiama Mi vida es un sueño dove racconto le emozioni che mi ha scaturito questo incontro: nella canzone dico “Sei tu il mio cavaliere” perché mi sono sentita portare in braccio fin dal primo momento. Vi rivelo anche un’anticipazione: quest’estate mi esibirò ai concerti di Alvaro e questa è già per me la più grande vittoria!

Quali sensazioni hai provato durante la finalissima?

La finale è stata incredibilmente emozionante. Ho cantato due brani insieme ad Alvaro Soler e a Mark Foster. Al momento non mi sono resa conto che stavo cantando insieme a due star internazionali. Ho vissuto l’esibizione con talmente tanta gioia che non ho pensato nemmeno di essere davanti a milioni di spettatori. Poi ho cantato “Hey ya” di Outkast, un brano richiesto dal concorso, accompagnandomi con l’ukulele. E’ stato bellissimo anche perché ho provato l’emozione di suonare insieme ad una band e a tre coriste.

Sappiamo che nel 2020 hai iniziato a studiare l’ukulele, che hai citato poco fa: quali saranno le prossime sfide su cui ti cimenterai, Isabella?

Vorrei tanto imparare a suonare bene sia la chitarra sia il piano e poi anche studiare seriamente la tecnica vocale, oltre che continuare a scrivere pezzi e inediti. Insomma, voglio assolutamente proseguire nel mio percorso artistico.

Articolo precedenteVeronesi Protagonisti 2021: Giacomo Sacchetto
Articolo successivoMaurizio Ascione Ciccarelli, nuovo presidente Agec: «Sicurezza, sociale, sostenibilità al centro»