È il giovane difensore del momento, non solo per il Verona. Marash Kumbulla, calciatore gialloblu nato a Peschiera del Garda l’8 febbraio 2000, sta attraversando un momento particolarmente felice per la sua carriera appena iniziata. Cresciuto nel vivaio Hellas, fin dai Pulcini, il centrale di un metro e novantuno centimetri ha fatto valere tutta la sua altezza lo scorso 5 ottobre al Bentegodi contro la Sampdoria, incornando all’incrocio un corner del compagno Miguel Veloso. Vittoria per due a zero e prima rete di sempre di un difensore del nuovo millennio in Serie A. Qualche giorno più tardi, il 14 ottobre, debutto anche con la sua Nazionale, l’Albania (Marash è nato da genitori albanesi e ha la doppia cittadinanza, ndr), schierato nei minuti finali dal tecnico italiano Edoardo Reja.

Marash, quali sensazioni stai provando in queste ultime settimane?
Sto provando emozioni bellissime. Ancora oggi mi vengono i brividi a ripensare alla rete contro la Samp. Sono cose che rimarranno per sempre nella mia memoria e in quella di chi mi è vicino.

Il gol l’hai dedicato a qualcuno in particolare?
Alla mia famiglia, e anche alla mia ragazza. Greta.

Ti è vicina, ti segue in ciò che fai?
Sì, è sempre presente.

Come sei arrivato all’Hellas Verona?
Giocavo nel Cavalcaselle, una squadra qui vicino a Peschiera del Garda. Ho avuto la possibilità di fare qualche provino per il Verona, accompagnato dal mio mister di allora, Giuliano. Fu lui, dopo quattro o cinque tentativi, a dirmi che ero stato selezionato.

Come avevi accolto la notizia?
Ero felicissimo, anche se in quel momento non avevo ancora realizzato bene cosa fosse il Verona per me.

Ti ricordi il primo allenamento?
Sì, è stato difficilissimo. Al Cavalcaselle mi allenavo, ma erano allenamenti normali. Invece qui al Verona, squadra professionistica, le sedute erano belle intense, già nei Pulcini. Ho fatto fatica all’inizio, ma ho preso in fretta il ritmo.

Hai iniziato subito come difensore?
Inizialmente giocavo a centrocampo, dopo poco tempo mi è stato assegnato il ruolo di difensore centrale, che in effetti è il mio ruolo, lo sento perfetto per me.

Quando hai capito di avere le potenzialità per diventare un calciatore professionista?
Un paio di anni fa, ed è stata forse la prima volta che ho immaginato di poter fare qualcosa nel calcio professionistico a questi livelli. Realisticamente, però, lo sto realizzando soltanto ora. Ancora adesso, vedermi e pensarmi in Serie A, mi fa un certo effetto. Qualche mese fa non ci avrei mai sperato.

I tuoi amici ti scrivono?
Mi scrivono, mi chiamano, mi fanno i complimenti quando gioco bene. Anche quando ho segnato il gol. Sono contenti pure loro per me.

L’esordio in Nazionale maggiore? Altro momento importante…
Sì, un’emozione fortissima, anche perché è avvenuta poco dopo il gol col Verona. Il mister, Edy Reya, mi ha dato la possibilità di entrare negli ultimi minuti contro la Moldavia al posto del mio compagno di squadra Ismajili ed è stato fantastico.

I tuoi genitori sono contenti del percorso professionale che stai facendo?
Felicissimi. Loro sono i miei primi tifosi, soprattutto mio papà che mi ha sempre seguito ovunque, anche adesso, in ogni stadio in cui giochiamo.

Anche agli allenamenti?
Quelli no, ma alle partite non manca mai.

Quali credi che siano le tue caratteristiche migliori?
La lettura del gioco, l’anticipo e il colpo di testa.

Il difensore dell’Hellas impegnato in un colpo di testa (Foto di Elvis Venturelli)

Mister Juric?
Mi chiede di essere concentrato, aggressivo sul portatore di palla, determinato nel cercare l’anticipo. Mi sta vicino e mi sta dando tanta fiducia.

Assieme ad Andrea Danzi, di San Martino Buon Albergo, puoi essere considerato, pensiamo con orgoglio, un “prodotto” 100 per cento scaligero: veronese, cresciuto nel e dal Verona…
Nel Verona si sta bene e si cresce bene. Io e Andrea siamo un esempio, nel vivaio ci sono ancora tanti altri giovani che potrebbero rappresentare delle belle sorprese per il futuro gialloblu.

Qualche giocatore che ti ha impressionato fin qui?
Sarei scontato se dicessi Ronaldo, però lo devo dire: Ronaldo, ma anche Dybala. È stato meraviglioso incontrarli e devo confessare che mi ha fatto molta impressione vederli da vicino, hanno addirittura uno sguardo diverso dagli altri.

Hai un sogno nel cassetto?
Il mio sogno è sempre stato quello di giocare in Serie A. Adesso ci sono riuscito, spero di continuare così.

Sei stato anche il primo difensore nato nel Duemila a segnare un gol nella massima Serie. Pure questo, per molti, potrebbe già essere un sogno…
Sì, non ero al corrente di questo record, me l’hanno detto. Mi ha fatto piacere, è stato bello, ma spero di fare sempre di più.

Il record

di Marash Kumbulla

Ha segnato il suo primo gol in A, alla sua prima partecipazione nel massimo campionato, il 5 ottobre contro la Sampdoria. Suo il colpo di testa all’ottavo minuto del primo tempo che ha portato in vantaggio l’Hellas (vittoria finale per 2 a 0). È la prima rete messa a segno in A da un difensore nato dopo il Duemila.