Umberto Scandola, Guido D Amore (Skoda Fabia R5 #2, SA Motorsport Italia)

L’ULTIMA VOLTA CHE Pantheon aveva intervistato Umberto Scandola lui era all’inizio dell’esperienza in Škoda nel Campionato Italiano Rally e il giornale, a sua volta, era più giovane. Sono passate sette stagioni sportive complete, e il pilota di Erbezzo si appresta ad iniziare un 2019 pieno di novità: nuova vettura, nuovo campionato, nuove prospettive. Un ritorno sulla terra, il suo primo amore, un accordo internazionale che parla tedesco, nasce dalle parti di Alzenau e si è concretizzato nelle ore in cui questo numero della rivista andava in stampa, a poche ore dal primo appuntamento del Campionato Italiano Rally Terra che in questi giorni parte con il 26° Rally Adriatico.

Umberto, dieci anni fa parlavamo di sogni, sei soddisfatto di quello che è successo in questo tempo?

Sì, sono soddisfatto, abbiamo ottenuto belle soddisfazioni, non solo per merito mio che mi siedo dietro al volante, ma per merito di tutta la squadra. Dai meccanici, ai ragazzi del team e a tutta la mia famiglia che è sempre stata un supporto importante.

Poteva andare meglio?

Sì, ma poteva andare anche peggio. Se guardo le singole gare ce ne sono tante che avrei voluto andassero in modo diverso, ma fa parte della storia di ogni pilota. Le scelte della mia carriera non generano rimpianti, sono sempre state buone per il momento in cui sono state prese.

Quanto tempo è passato dalla tua prima gara?

Avevo 16 anni, era la Romagnano-Azzago su una Peugeot 106 1.3. Problemi al cambio ma traguardo raggiunto. Avevo vissuto con entusiasmo e passione quel momento, del resto ho respirato auto da rally fin da piccolissimo. Appena potevo seguivo mio papà e mio zio quando correvano, passavo i pomeriggi a guardare le VHS di rally, sognavo di potercela fare e di provarci.

Umberto Scandola, Guido D Amore (Skoda Fabia R5 #2, Daytona Race)

Diciamoci la verità, sei ancora un ragazzino. C’è ancora quella passione?

Sì, anche se quando l’impegno sportivo diventa quasi un lavoro cambia la visione, diventa chiaramente un obiettivo e non solo un hobby, e questo fa una grande differenza. Poi c’è l’aspetto che questa specialità un tempo arrivava nelle case della gente, oggi per alcune ragioni anche condivisibili, come la sicurezza, si sta un po’ allontanando dagli appassionati, ma è un errore che non dobbiamo correre.

Una domanda che già ti abbiamo fatto: se fossi nato in Finlandia, avresti avuto opportunità diverse?

Molto probabilmente sì, ma da quelle parti sono tanti quelli che sanno andare forte, quindi emergere sarebbe stato altrettanto difficile.

Cosa ne pensi dei giovanissimi. In Italia c’è questa possibilità di emergere?

Come sono nati Biasion, Galli, Liatti i piloti forti nascono ancora, si tratta solo di opportunità. La differenza, a livello internazionale, è che in altri Paesi si trovano condizioni più propedeutiche al mondiale. In Italia il livello è molto alto, ma più fine a se stesso. Manca una preparazione a 360°.

NESTE RALLY FINLAND WRC 2017

Lo scorso anno ti sei esposto con la Federazione su questo aspetto, sei ancora dell’opinione?

Sì. Il Campionato Italiano Rally è sicuramente una serie valida, ma è un campionato falsato se più della metà delle gare si corrono su asfalto e non lo dico solo perché so di essere più performante sulla terra, ma perché se vuoi formare i giovani devi dargli un pacchetto completo. Manca un cambio generazionale? Forse, ma mettiamo parità di fondo su cui correre e poi vediamo se, magari, cambia qualcosa.

A proposito di cambiamenti, il tuo 2019 sembra piuttosto interessante…

Siamo in fase di chiusura. L’obiettivo è il Campionato Italiano Rally Terra che quest’anno comprende anche il Rally Italia Sardegna, concomitante con il WRC, con una nuova vettura. Sarà un po’ come ripartire da zero.

Gettiamo il cuore oltre l’ostacolo: parliamo di speranze e obiettivi. Tuo zio Graziano è appena tornato dall’Africa Eco Race, sul vecchio percorso della Dakar, tu dove ti vedi tra venti o trent’anni?

Mah, chi lo sa, sono tanti. Forse seguirò i miei nipoti o i miei figli. Al momento non ho intenzione di avere figli nè di smettere, quindi…

Classe 1984 (è nato il 5 dicembre) si è laureato campione italiano nel 2013. Dal 2012 al 2018 ha disputato il Campionato Italiano Rally come pilota ufficiale di Škoda Italia Motorsport, e ha all’attivo partecipazioni a gare del Campionato del Mondo Rally WRC e nel Campionato Europeo. Nel suo palmarès 141 partenze, con 18 vittorie assolute. Il 2019 lo vedrà tornare in pianta stabile sulla terra, fondo dove ha da sempre ottenuto i maggiori risultati.

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