La storia di Gardaland raccontata nel libro di Cristian Golfarini

Ancora nessuno aveva pensato a scrivere un libro per raccontare la storia di Gardaland, la “Disneyland” italiana sul lago di Garda, fino a Cristian Golfarini, ospite della trasmissione Buongiorno Verona Live.

Ancora nessuno aveva pensato a scrivere un libro per raccontare la storia di Gardaland, la “Disneyland” italiana sul lago di Garda. Una storia iniziata nel 1975 e che, grazie a numerose interviste (e all’esperienza personale), ha deciso di raccontare Cristian Golfarini nel suo libro “Storia di Gardaland”. Ospite della trasmissione “Buongiorno Verona Live”, Cristian ci ha parlato delle motivazioni che lo hanno spinto a fare questa ricerca e della passione per il parco divertimenti veronese.

Cristian perchè hai deciso di scrivere un libro sulla storia di Gardaland?

Ho deciso di farlo perché da appassionato di Gardaland, appassionato storico perché i miei genitori mi portavano quando era piccolo, ho visto che online e anche su altri libri c’erano delle lacune storiche. Non erano riportato informazioni sul perché è stato aperto Gardaland, né si parlava di qual’era il suo aspetto originario e non si trovavano queste informazioni. Allora ho iniziato per diletto a raccogliere un po’ di cose, a fare telefonate e fare interviste finché mi son detto che poteva essere una buona idea raccogliere tutto in un libro e renderlo disponibile ad altri appassionati come me che erano interessati non solo alla storia del parco, ma avere qualche nozione in più.

Quanto tempo ha richiesto la stesura del libro?

Ha richiesto due anni di lavoro quotidiano. Il libro si intitola “Storia di Gardaland”, sono circa 238 pagine e raccoglie, all’inizio, una breve storia dei parchi divertimento e poi si arriva a Gardaland. Ci sono immagini inedite esclusive mai viste prima che raccontano soprattutto com’era il parco, raccontano tanto del loro fondatore che è stato Livio Furini e si arriva fino alla recente apertura del Lego Water Park che ha aperto il giugno di quest’anno.

Sappiamo che per scrivere il libro hai intervistato tante persone…

Sì ne ho intervistate tante sia attraverso mail, che anche messaggi, ma soprattutto al telefono. Persone che vivono negli Stati Uniti e persone che hanno lavorato al parco, persone che hanno abitato vicino al parco quando ha aperto e quindi mi davano il loro punto di vista di chi ha vissuto la sua apertura, e tante persone che hanno fatto parte della storia del Parco e hanno dato il loro contributo importante in questo senso.

Cosa ti ha lasciato la stesura di questo libro?

Sono molto soddisfatto di quello che ho fatto perché finalmente abbiamo messo delle toppe in lacune che c’erano e abbiamo chiuso dei capitoli su cui non si trova molto in rete e sfatato delle leggende. Ci sono tanti copia incolla, tante cose che si tramandano per sentito dire, quindi questa ricerca con metodo scientifico e verificata in ogni singola informazione mi ha lasciato veramente tanta soddisfazione e sono sicuro che piacerà anche alle persone appassionate non solo di Gardaland ma anche di storia del territorio.

Qual è l’avvenimento che ti è rimasto più in testa scrivendo il libro?

L’avvenimento più significativo è stata la ricerca su Livio Furini, che poi ha fondato il parco. È stata un’avventura di un uomo solo a cui nessuno credeva ma che lui stesso ha creduto nella sua idea. Lui ha creduto nelle sue potenzialità, nel suo progetto e non ha mollato un centimetro e si è dato da fare. È riuscito poi a coinvolgere altre persone a farsi aiutare, avere dei finanziamenti ed è riuscito ad aprirlo quindi quello che è veramente rimasto più impresso è stata la sua capacità.

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