Oggi il giorno di addii e sussurrati arrivederci per l’ormai ex capo della polizia scaligera Enzo Giuseppe Mangini. Uno solo il piccolo rimpianto del questore, quello di non aver chiuso in bellezza con il risultato tanto atteso delle indagini sul caso degli ultras napoletani.

Non esattamente l’ultimo giorno ma di certo quello simbolico per addii e sussurrati arrivederci. Enzo Giuseppe Mangini, questore a Verona da due anni e qualche mese, lunedì prossimo lascerà la città scaligera per l’incarico di Consigliere Ministeriale alla Segreteria del Dipartimento della Pubblica Sicurezza a Roma. Con il sorriso velato dalla malinconia, l’ormai ex capo della polizia veronese ha ripercorso i tempi della sua permanenza, a partire dal suo battesimo di fuoco. Appena insediato, nel 2015, dovette misurarsi con il furto delle tele di Castelvecchio. Una predazione che ha ferito la città ma che si è risolta con il tanto sospirato lieto fine.

Mangini ha commentato anche i fatti della quotidianità recente. Dalla spedizione punitiva degli ultras napoletani alla rissa di qualche giorno fa a Veronetta. In una città come quella scaligera sono episodi, non fenomeni chiosa l’ex questore.

Intanto lunedì prossimo Ivana Petricca inizierà a scrivere la sua pagina nella Questura veronese dopo essere stata capo della polizia di Pavia per quattro anni. Uno solo il piccolo rimpianto di Mangini, quello di non aver chiuso in bellezza. Magari con il risultato delle indagini sui fatti dello stadio, che vanno avanti ma che non sono ancora avviate alla conclusione.

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