Alessandro Sanna

Nella giornata mondiale dedicata ai diritti dei bambini, il 20 novembre, Alessandro Sanna, quale Children’s Laureate 2020-2021, è stato scelto da tutte le librerie indipendenti italiane (ALIR) come testimone e promotore del valore dei libri, della lettura e della cultura dell’infanzia. Nelle loro vetrine fisiche e virtuali hanno esposto i suoi libri per “ribadire la loro piena condivisione della Convenzione ONU del 1989 e per ricordare che la lettura è un diritto, e un dovere quello degli adulti fare in modo che questo diritto si realizzi”. In particolare, una delle ultime opere dell’artista “Poesia con fusa”, sposa perfettamente la causa perché, come diceva Gianni Rodari: «Si può parlare degli uomini anche parlando di gatti e, si può parlare di cose serie e importanti anche raccontando fiabe allegre».

Alessandro, partiamo dal passato: che studi ha fatto? 

Ho fatto l’istituto d’arte a Castelmassa in provincia di Rovigo e poi un anno di Accademia di Belle Arti a Bologna e tre anni all’Istituto Palladio di Verona. Non ho mai fatto corsi di illustrazione, eppure faccio questo mestiere dal 2001. La scuola è stata importante solo per una professoressa incontrata alle superiori che, con passione ed intelligenza, mi ha insegnato a studiare e “disegnare” allo stesso tempo. Ricordo che in classe mi portava sempre dei libri da leggere e dei cd da ascoltare. Qualche volta l’ho accompagnata perfino a teatro a Ferrara, la sua città. Adesso purtroppo non c’è più e, devo dire, mi manca poterle parlare. Un maestro è indispensabile per la vita. Spero tanto che ogni giovane trovi il proprio.

 Nel 2020 sono usciti suoi quattro libri. 

“La rivolta dei bambini di Mantova”, edito da Il Battello a vapore è un romanzo avventuroso scritto da Pinin Carpi, illustratore e scrittore, che, proprio quest’anno avrebbe compiuto 100 anni. Poi è uscito “Poesia con fusa”, con poesie scritte da Chiara Carminati per l’editore Lapis di Roma. Ultimo uscito “L’ospite della vigilia” di Erri De Luca: una storia molto evocativa della sera prima di Natale. Edito da Terre di mezzo di Milano. Un liro davvero prezioso! Poi l’omaggio a Rodari per i suoi cento anni, “Codice Rodari”, edito da Einaudi Ragazzi di Trieste.

La casa editrice Einaudi ragazzi mi ha chiesto di partecipare ad un libro collettivo in omaggio a Rodari. Ho rifiutato ma subito promesso che avrei disegnato un volume tutto mio, dedicato al grande Gianni. L’idea è stata quella di disegnare simboli segnici per giocare accanto alle parole del grande scrittore di Omegna. Per la scelta dei testi ho chiesto aiuto a Melania Longo che, oltre ad essere la mia compagna di vita, è un’esperta di storia dell’arte, di didattica museale e di illustrazione. Codice Rodari è questo e molto di più; è uno strumento per insegnanti ed operatori del mondo dell’infanzia. Un laboratorio di disegno sempre aperto, dalle infinite possibilità di interazione tra adulto e bambino.

 Codice Rodari, un tributo ad un mito che non smette mai di fare del bene a ragazzi ed adulti. 


Da dove trae ispirazione?

L’ispirazione è la vita stessa. Vivo, ogni giorno, con attenzione e partecipazione. Le idee nascono mentre sono occupato a lavorare oppure mentre non faccio niente (più raro). Che poi… fare niente non è mai fare niente. E’ pausa dell’azione ma non del pensiero. Mi piace concentrarmi su un progetto ed inseguirlo, anche solo con la mente.

Lei è un’artista che cambia. I suoi disegni, non seguono sempre lo stesso stile, anzi. Come ci riesce?

Ogni progetto ha una sua genesi e richiede una dedizione completa che mi mette sempre in discussione. Tutto quello che so lo metto sul tavolo e provo a stravolgerlo, giocando e lavorando fino ad imparare un modo nuovo di esprimere la mia creatività.

Come vive la quotidianità dell’emergenza sanitaria Covid?

 Provo sentimenti altalenanti che vanno dall’angoscia, alla concentrazione per il lavoro. Il silenzio mi piace: senza auto in giro, il mondo sarebbe migliore ma so che non durerà per molto.

Quali i buoni auspici per il Nuovo Anno? 

Mi piacerebbe assistere a forti e radicali cambiamenti nel modo di vivere e abitare questa Terra. Siamo tutti responsabili di folli corse per raggiungere soddisfazioni personali, dimenticandoci delle persone attorno a noi. Apparteniamo tutti allo stesso pianeta e ognuno di noi potrebbe e dovrebbe fare qualcosa. In questo anno difficile ho visto gente rallentare il passo, per necessità o per imposizione. Mi piacerebbe si continuasse in questa direzione, modificando il nostro stile di vita per il bene comune. 

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