Milva
Foto dalla pagina Facebook di Renato Zero, tra i tanti artisti che hanno omaggiato Milva in queste ore.

Maria Ilva Biolcati, conosciuta al pubblico come Milva, si è spenta ieri all’età di 81 anni, malata da tempo di Alzheimer. Lo studente laureando in Teatro e Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Verona Federico Baltieri la ricorda con un messaggio.

«Ho potuto conoscere Milva per caso, cinque anni fa, avevo 19 anni e ascoltavo da YouTube i canti della libertà. Oggi ho 24 anni, questa cantante è arrivata con tutta la forza della sua arte,  fino alla mia generazione perché da quel mio primo ascolto, cominciai a voler leggere e capire sempre più della sua storia. Dal suo canto rimasi affascinato per l’incredibile carica emotiva e passionale che in ogni sua interpretazione riusciva a trasmettere. Una dote naturale che pochi cantanti attualmente riescono ancora ad avere. Scoprii, studiando teatro, che è stata un’attrice di grandissimo successo. Formandosi con persone come Giorgio Strehler, Astor Piazzolla, Alda Merini, ha potuto elevare la sua anima di artista sempre più, riuscendo ad illuminare i tantissimi palcoscenici che ha solcato in tutto il mondo». 

«La sua arte era viva, presente, attuale e sempre dalla parte dei più deboli. Valori che la contraddistinsero e la resero grande anche a livello umano: valori  che nella mia generazione spesso ritrovo spenti e assopiti, forse perché i nostri  genitori hanno sempre cercato di farci crescere all’interno di una sfera di  cristallo, per protezione certo, ma che in fondo ha portato anche ad un  impoverimento delle conoscenze. Il nostro modello sociale oggi sembra appiattito sui social network che hanno  sicuramente aiutato sotto tanti aspetti, ma sappiamo come possono essere  anche tanto negativi creando enormi danni alle potenzialità espressive e  sensibili di tutti noi. A volte confondiamo la “comunicazione” con i “social” e  rischiamo di confondere “l’arte”’ con “l’apparire” a tutti i costi. Milva si è sottratta all’apparire lasciandoci riflettere, lasciandoci emozionare, nell’ascolto  delle sue sempre intense interpretazioni». 

«Dobbiamo riappropriarci dei valori “reali” che “fanno” la nostra vita. Il nostro Paese deve iniziare a riconoscere i giusti meriti di artisti che hanno  portato in alto la cultura italiana in tutto il mondo e, invece, spesso, li dimentica o vuole dimenticare. Milva ne è un esempio, come anche Dario Fo e Franca Rame. È la stessa Milva a scriverlo in un telegramma del 1997, dopo che Fo ricevette il Premio Nobel: “Come sempre e ancora una volta, il grande talento letterario, teatrale,  poetico, dissacrante ecc. viene premiato da un altro paese. Complimenti Dario  Fo e complimenti alla Svezia. Milva”. Riflettiamo su questo e diamo merito a questi grandi artisti che nel resto del  mondo resteranno immortali».

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