Mirco Cittadini

Con il saggio critico “Le donne nella Divina Commedia” il veronese Mirco Cittadini si è aggiudicato un premio speciale al concorso letterario nazionale indetto dalla casa editrice Edizioni Libere, lo scorso marzo, per omaggiare il Dante nei settecento anni dalla sua morte. Oltre al riconoscimento, gli organizzatori del concorso, patrocinato dalla Fondazione De Claricini Dornpacher di Bottenicco di Moimacco (UD), gli consegneranno anche una medaglia al valore letterario, per la fervida attività di divulgazione, valorizzazione e promozione dell’opera dantesca in tutto il territorio.

«Un omaggio sincero e originale a Dante Alighieri, poeta indiscusso e maestro di sapienza (…). L’autore, brillante e coltissimo “turista della commedia”, come ama definirsi, compie un indimenticabile viaggio nell’universo femminile della Divina Commedia, il quale viene proposto attraverso una scrittura limpida, calda, ironica, trasparente, supportata da un rigoroso approccio critico, storico e filologico a cui si integrano un taglio simbolico-archetipale e un sapere multidisciplinare che comprende l’antropologia, la psicologia, la mitologia classica e pagana, la religione cristiana, il tantrismo (…)» si legge nella nota che enuncia le motivazioni della giura per l’assegnazione di questo premio a Cittadini. «Il lavoro di Mirco Cittadini sulle figure femminile della Divina Commedia è coraggioso, innovativo, sperimentale, frutto di una grande crescita interiore e professionale, di chi per anni ha allenato il cuore e la ragione, di chi ha dedicato tanto tempo alla ricerca letteraria».

Mirco, la vittoria di questo premio è un traguardo importante, che riconosce i tanti anni spesi con entusiasmo a compiere innumerevoli studi e ricerche sull’opera dantesca. Qual è stato, secondo lei, l’elemento principale che l’ha portata a farsi riconoscere il merito con il suo saggio?

«Penso che l’aspetto maggiormente apprezzato sia stata la nuova idea del femminile in Dante, che ha rotto in qualche modo gli stereotipi riguardo alla misoginia medievale. Nella sua opera il Sommo Poeta rompe questo schema, ponendo la donna quasi su un piano religioso, nella sua funzione trasformatrice, di mediazione con il divino: modelli femminili molto moderni e attuali rispetto a quanto era percepito realmente nel Medioevo.

Quanto tempo ha impiegato per stilare il suo saggio “Le donne nella Divina Commedia”?

È stato il risultato di un lungo percorso di ricerca, sviluppato negli anni e non solo per questo concorso: sul tema del femminile avevo raccolto moltissimo materiale in passato, come si può vedere anche dal mio blog nellabirintodellacommedia citato anche dallo studioso Gianni Vacchelli in suo libro. Quando ho visto questo concorso, quindi, avevo già condotto molti studi, per cui la fase di redazione è durata circa quattro mesi, è stata relativamente veloce. Ho cercato di dare al testo un taglio critico, ma che mantenesse anche un respiro psicologico e simbolico, insomma, multidisciplinare.

Lei sta lavorando anche per una serie di attività collaterali con le Circoscrizioni veronesi e Traguardi: quali sono i principali appuntamenti?

«Le attività di divulgazione su Dante sono cominciate nel 2012 e, come ogni anno, organizzo una serie di incontri nel territorio di cui poi carico i rispettivi materiali nei miei canali web e social. Tra ottobre, novembre e dicembre svolgo un ricco calendario di eventi “in prossimità”, in cui mi sposto nei vari quartieri scaligeri: c’è in programma “Dante a 15 minuti”, che sto attuando con Traguardi, a Borgo Roma, Borgo Milano e così via per trattare temi come “Dante e l’arte”, Dante e la natura” che possono innescare delle riflessioni sulla nostra vita e attualità;

in I Circoscrizione, martedì 16 e 23 novembre, parlerò di “Dante ieri oggi e domani”, dal focus più politico-civile, mentre in II Circoscrzione l’appuntamento è per lunedì 15, 22 e 29 novembre con l’evento “Dante Vicino”. Entrambi i cicli nelle Circoscrizioni sono in collaborazione con la cooperativa sociale Aribandus».

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