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Luigi Albrigi, fucina inesauribile di idee

La storia di un imprenditore dal carattere gioviale, che ama la Valpantena e che ha memorizzato le battaglie vissute dai Reduci (Seconda guerra mondiale), ricercato le origini della propria famiglia ed invogliato i figli alla grande responsabilità dell’azienda. Il suo moto «attenzione, innovazione e sensibilità umana».

Luigi Albrigi, con l’entusiasmo che lo contraddistingue, ci ha raccontato: «sono stato favorevole e felice al nuovo portale www.inherba.it, sorprendendo i miei tecnici per questa apertura anche al digitale. L’innovazione è l’essenza della mia visione industriale».

Nato il 9 ottobre 1932, a Moruri, è il sesto di otto figli di Maria Benini e di Paolo. Moruri, nota per i suoi “sgrembani”, ha formato il carattere del piccolo Luigi, grazie anche ad una mamma rigorosa e ad un padre dalla visione ottimistica e positiva della vita. Finite le elementari i genitori pensarono che Luigi dovesse proseguire gli studi e lo inserirono all’Istituto Don Mazza. Qui Luigi, mentre ascoltava, riparava penne stilografiche, mettendo all’opera la sua genialità e manualità. Terminato il ginnasio, Luigi decise che la sua strada sarebbe stata diversa. Aiutava papà Paolo nel lavoro dei campi della parrocchia.

Dopo la guerra, la famiglia, si spostò a Romagnano. Luigi nel 1948, entrò nel negozio di Grazioli ferramenta a Grezzana. Un nuovo mondo si aprì a questo adolescente che si distinse subito per intraprendenza ed operosità. Ben presto diventò “maestro” nell’arte del commercio. Da militare assegnato al Corpo degli Alpini, Luigi scoprì altre passioni: l’aereonautica (attratto dal motore volante) e i fatti di Guerra. Per tutta la vita, con la sua Jepp Willy, ha accompagnato i reduci, stimolandoli a raccontare le loro storie. Divenne anche responsabile di zona dell’A.N.C.R. Nel 1955 Luigi acquistò il negozio di ferramenta. Nel 1956 sposò Celina Tommasi: hanno avuto sei figli (Stefano, Emanuela, Beatrice, Liliana, Matteo e Massimo) e oggi si godono anche 13 nipoti.

Andando avanti, Luigi scoprì che non bastava vendere «bisognava costruire ciò che la clientela chiedeva». Nel 1960 fece costruire l’attuale abitazione ed ebbe la conferma «vincente sarebbe stato abbinare esigenze, innovazione e formazione». Nel 1962 allestì un’officina per costruire piccoli impianti di riscaldamento, che commercializzò in Italia e nei Paesi del bacino del mediterraneo. Nel 1970 costruì a Stallavena la seconda azienda per produrre serbatoi in ferro per combustibili e granaglie. A metà degli anni Settanta il commercio si arenò.  Luigi coraggiosamente ne approfittò: ridimensionò l’azienda, riconvertì i macchinari e passò all’acciaio inossidabile, guadagnandosi il ruolo “di pioniere nella lavorazione della nuova lega metallica”.

Fine anni Ottanta. Nuova svolta nell’attività di Luigi. I figli stavano diventando grandi e ambivano ad una loro autonomia imprenditoriale che papà Luigi favorì, convinto che «un’azienda di medie dimensioni riesce a seguire meglio i clienti». Così gradualmente cedette ai figli interi rami di azienda.  Nacquero così L’Albrigi Tecnologie di Stallavena, seguita dai figli Stefano e Beatrice, che oggi occupa una cinquantina di dipendenti; la Alinox srl, seguita dalla figlia Emanuela e famiglia, specializzata nella lavorazione dell’acciaio inox (occupa una trentina di dipendenti); Matteo e Massimo a San Martino Buon Albergo hanno aperto L’Alteco che produce impianti di microfiltrazione, dando lavoro a 35 dipendenti. Nel 1980 Luigi con Francesco Bombieri costituì Verona Inox (una decina i dipendenti) per la lavorazione di tubi di acciaio inossidabile: Bombieri amministratore lo è tuttora. La Luigi Albrigi (20 dipendenti) oggi è specializzata in attrezzature per oli essenziali che esporta in vari paesi del mondo. Luigi Albrigi un imprenditore che continua a guardare avanti, con l’orgoglio di avere i figli che, con tenacia e passione, portano avanti aziende complementari tra loro.