Mosè Santamaria

È da poco uscito il singolo “Occhi Nudi”, in cui affronta la tematica della quotidianità persa e data per scontata. Anche nel lavoro del musicista capita di dare alcune cose per scontato? 

Con il tempo ho imparato a non dare per scontato quanto sia importante divertirsi ed emozionarsi, che le destinazioni sono relative se non ti godi il viaggio, se non lo vivi con presenza nel qui e ora.

Fa parte di quello che definiamo come “cantautorato di nuova generazione”: cosa c’è di diverso dal classico cantautorato italiano? Oppure sente che ci sia un continuum nel modo di scrivere di questo tempo?

Il filo conduttore è la spontaneità e con la quale si racconta il proprio tempo, Faber ai suoi tempi era un anarchico e uno sperimentatore tutt’altro che ordinario, oggi c’è la trap, il pop, l’indie ecc… Quello che importa è dire qualcosa che abbia un’anima.

La cosa che più manca al mondo del live è sicuramente il contatto con il proprio pubblico. Come sta vivendo questo distacco e per il futuro pensa che si ritornerà alle forme classiche di esibizione oppure che qualcosa possa cambiare per sempre?

In questo periodo mi reputo fortunato, perché sto scrivendo molte canzoni anche per altri artisti perciò sono immerso in una fase di produzione intensa. Mi auguro che il mondo dei live possa migliorare rispetto a prima, soprattutto per chi propone musica inedita.

Dal “Premio Tenco” a “Sanremo rock”, grazie alla sua scrittura, sempre molto apprezzata dalla critica, ha ricevuto numerose candidature. Pensa che tutto questo possa servire alla carriera di un artista? 

Per quanto mi riguarda servono più che altro a farti conoscere tra gli addetti ai lavori e crescere dal punto di vista dell’approccio al live. Sanremo a parte, infatti per me sono un capitolo chiuso. Non funziona come i con i calciatori che più premi o candidature ricevi più hai valore, puoi vincere anche il Tenco ma poi se le tue canzoni non sono ascoltate e non danno emozioni restano delle masturbazioni musicali fini a sé stesse.

In primavera arriva il nuovo disco, può, e vuole, dirci qualcosa in merito alla sua ultima fatica musicale?

Sarà un album con colori notturni, sonorità elettroniche e con un flow diverso dai primi due dischi. Parlerò della felicità, di come la cerchiamo fuori dai noi stessi e di quanto ci faccia paura.