Foto: Claudio Martinelli

Il 9 ottobre il Teatro Ristori riparte con la programmazione autunnale. Così racconta Alberto Martini:

«Faccio una piccola premessa: da quando è iniziato il lockdown, abbiamo sempre cercato di confrontarci con il team e con il direttore generale Giacomo Marino, per cercare di trovare delle soluzioni; siamo quindi arrivati a fine luglio con una stagione che è il risultato di tanti cambiamenti.

Alberto Martini, Direttore Artistico del Teatro Ristori.

Con grande soddisfazione posso dire che il 9 ottobre inizierà una nuova stagione che avrà circa un’ottantina di appuntamenti – dalla barocca alla concertistica, dalla danza alla musica jazz – molto educational, ma naturalmente con un cambio completo rispetto al passato», afferma Alberto Martini, Direttore Artistico del Teatro Ristori.

E prosegue: «Poiché per queste normative non possiamo ospitare complessi troppo grandi, abbiamo fatto delle scelte radicali: tra queste, ad esempio, è cambiato totalmente l’assetto del Teatro, con il palco centrale e il pubblico tutto attorno».

Le vigenti normative sanitarie hanno certamente cambiato la modalità di pensare il cartellone degli eventi e la modalità di fruizione.

«A maggio, dopo moltissime riflessioni, abbiamo deciso che l’assetto con il palco centrale rimarrà per tutta la stagione 2020-2021. Questa decisione ha comportato un cambio totale della programmazione ed è stata anche un’opportunità per ripensare tante cose. Faccio un esempio: gli spettacoli di danza, che hanno determinate esigenze e determinate caratteristiche, hanno dovuto essere studiati proprio per questo allestimento. Tre le novità assolute – racconta Martini – nell’ambito della danza, vorrei anticiparne una: una serata musicalmente dedicata a Bach, ma non solo, con la musica barocca filtrata anche dall’elettronica, una produzione del Teatro Ristori pensata e modellata sul luogo».

Il Direttore Artistico commenta dunque l’aspetto igienico sanitario, che definisce «una priorità»: «Chi entra al Teatro Ristori, come già è accaduto quest’estate, deve percepire la nostra grande attenzione a questo aspetto. Ci sono delle accortezze, piccole ma assolutamente importanti, da rispettare, per la sicurezza di tutti».

«Abbiamo poi attuato il distanziamento degli spettatori – continua Martini – anche se potrebbe sembrare una contraddizione in termini, perché il teatro per natura è un luogo di coinvolgimento, di scambio di opinioni e di contatto fisico. Rispetteremo il distanziamento fino a quando le indicazioni normative lo diranno le persone; se queste indicazioni verranno meno, toglieremo i distanziamenti e aggiungeremo le file di poltrone ora tolte, arrivando così ad una quasi completa disponibilità dei posti del teatro».

In partenza una stagione all’insegna di innovazione e tradizione: «Anche per l’acquisto dei biglietti stiamo implementando l’acquisto online, anche se ci sarà comunque una biglietteria. Il filo conduttore sarà l’innovazione nella tradizione, per esempio la tradizione nella musica del nostro grande patrimonio culturale, filtrata dalle nuove tecnologie a disposizione».

Un periodo complesso, con tante sfide e insegnamenti. «Credo che questa situazione di grave crisi, in questo momento anche economica, ci abbia insegnato come in passato abbiamo esagerato, c’era una velocità di spostamenti quasi sovrumana. Ritengo inoltre che non torneremo più alla normalità cui eravamo abituati e dovremo essere molto attenti a fare tesoro di questa esperienza, a mio parere drammatica ma nello stesso tempo molto produttiva».

Martini racconta di un’esperienza personale, che gli ha insegnato «a riflettere molto di più. Per quanto riguarda la parte degli eventi e della proposta culturale, è stato un tempo dedicato all’approfondimento, a capire cosa si poteva fare per tutto quello che era semplice e scontato prima e oggi non lo è più». E forse non sarà neanche più realizzabile, spiega Martini, portando un esempio sempre dal mondo della danza: «I danzatori hanno contatti fisici e in questo momento non è possibile. Si sono dovute fare scelte diverse, come per esempio coppie di danzatori che siano coppie anche nella vita. È necessario – continua il Direttore Artistico – pensare soluzioni alternative, mantenendo alta la qualità della proposta, perché abbiamo una grossa responsabilità nei confronti del pubblico».

Afferma il Maestro Martini: «Un altro aspetto che ritengo molto importante è stato fin da subito il confronto sulle possibilità che ci potevano essere; più facile sarebbe stato chiudere il teatro e aspettare che le cose cambiassero. Credo però che questo non sia possibile, come hanno dimostrato i concerti di luglio: dopo la grande pandemia che abbiamo attraversato e dopo la fase di inattività dei teatri, abbiamo avuto la percezione che le persone abbiamo bisogno di vivere il teatro, la cultura e la musica. Credo che questo sia un impegno sociale, oltre che culturale, che ci dobbiamo assumere», conclude Martini, Direttore Artistico del Teatro Ristori.

Guarda l’intervista ad Alberto Martini, Direttore Artistico del Teatro Ristori:

A scuola… di Teatro

«Uno degli aspetti a cui il Teatro Ristori tiene maggiormente è l’aspetto educativo e formativo, a tutti i livelli». Un intenso impegno verso la formazione, dedicato alle scuole e agli adulti, che «hanno bisogno di chiavi di lettura musicali» per apprezzare gli eventi proposti.

«È un aspetto che tengo a sottolineare perché, oltre agli eventi culturali, che portano a Verona artisti internazionali, di tutti i generi e di tutte le arti, è molto importante per noi che il Teatro Ristori venga riconosciuto come un polo attrattivo anche per l’educazione».