di Annalisa Mazzolari
Come nasce la passione per la musica?

«Non posso identificare un vero e proprio momento fisso in cui la musica è entrata a far parte della mia vita. Ho iniziato all’età di quattro anni a studiarla nei primi corsi propedeutici e da lì l’ho sempre inseguita e studiata. La musica in qualche modo è sempre stata inglobata nei miei progetti di vita e anzi, mi ha suggerito quello che è stata poi la mia missione: cercare un posto e un lavoro che mi facesse vivere con lei. Come dico sempre ogni pianta può crescere solo se dentro il vaso che può accoglierla e la musica è sempre stata la spinta interna che mi ha permesso di cogliere il mio posto, il mio “vaso”».

Cosa ti ha portato a creare lo studio Maxy Sound?

«Ai tempi studiavo giurisprudenza a Parma e ricordo che nel mentre mi rintanavo in quella che era la mia roulotte personale, dove tenevo le mie tastiere, l’impianto, il computer, tutti gli strumenti che mi impegnavano a far musica. Scoprivo così che la mia vocazione era proprio quella della produzione e ho iniziato a telefonare a diversi studio per essere assunto come ragazzo delle pulizie, giusto per entrare se non dalla porta principale almeno dalla finestra e scoprire come si lavorasse nell’ambiente. In mezzo ai tanti no ricevuti ha accettato la mia proposta una realtà che cercava tuttavia un aiuto più concreto in termini di produzione. Ovviamente entusiasta ho iniziato e ho incominciato a imparare. Terminata l’avventura ho fatto anche da segretario in una scuola di musica finché nel 1999 ho aperto a Bussolengo il mio studio, in un sotterraneo affittato da un istituto musicale. Ho messo giù i miei strumenti e da lì sono partito».

Max Titi nel suo studio Maxy Sound (Bussolengo-VR)
Oltre allo studio di registrazione cosa include il tuo spazio?

«Con gli anni, oltre alla produzione, mi sono capitate diverse occasioni che mi hanno portato ad occuparmi di promozione. Nel 2012 nasce l’etichetta discografica, come esigenza per offrire uno sbocco sul mercato agli artisti che passavano dalle sale di registrazione. Abbiamo così negli anni, io insieme a mia moglie, costruito un catalogo di artisti che ci consente comunque di lavorare anche in periodo pandemico, essendo purtroppo l’altra attività musicale in stallo. Su Verona in particolare ho sviluppato un filone di musica irlandese sposato da alcune band del territorio; mi piace ampliare le influenze non limitandole al pop ma a diversi filoni di sonorità etniche».

Studio, etichetta ma anche corsi di marketing. Ti occupi di musica a 360 gradi; cosa consiglieresti ai giovani che si affacciano ad un mercato musicale sempre più in trasformazione?

«Il mio consiglio rispecchia quello che ho visto funzionare su me stesso: invece che cercare chissà quali lavori alternativi bisogna focalizzarsi fin da subito nel settore musicale, anche facendo qualcosa che non è immediatamente legato a quello che si vuole ottenere. Solo così si può entrare in un sistema e capire come funzionano le cose. Per trovare il proprio posto nel business e capire cosa vogliamo è necessario adattarsi un po’ alle situazioni, essere camaleontici, per guardare il futuro chiedendosi sempre “cosa sta succedendo?” e “cosa arriverà?”. Sono importanti le conoscenze che si coniugano con la tua visione generale del mondo».

Che tipo di visione e mind-set generale bisognerebbe perciò abbracciare?

«Oggi i giovani cercano soluzioni facili a problemi complessi. Questo è un limite e un problema, poiché il segreto vero per andare avanti è la passione cieca, lo studio, la fame e la curiosità del tuo mondo e dei mondi vicini e paralleli. Guardare le cose in maniera interdisciplinare è fondamentale, perciò oltre alla didattica serve scontrarsi con l’esperienza e aprirsi alle realtà connesse alla musica.
Nello svantaggio del lock-down il mio consiglio è quello di approfittare del tempo di isolamento per esercitarsi, come se stessimo vivendo in una enorme palestra. Bisogna adesso cercare la voglia di spingersi in là e migliorarsi sempre più per proporsi e confrontarsi quando la pandemia sarà terminata».

Per conoscere più approfonditamente la realtà di Maxy Sound visitate il sito https://www.maxysound.it/.