È perentorio il suo ammonimento che ha ripetuto anche durante l’incontro in terra veronese, lo scorso agosto conversando con Alessandro Anderloni, direttore artistico della rassegna cinematografica di Bosco Chiesanuova: Non c’è più tempo. «Servono ma non bastano più i gesti individuali e simbolici che ognuno di noi può compiere. Per ottenere risultati, servono riduzioni delle emissioni ad alto potenziale (high-impact), senza le quali il futuro del nostro pianeta è davvero compromesso». Il libro, edito da Einaudi, è una raccolta delle riflessioni più significative scritte da Mercalli in questi ultimi anni, prendendo lezioni di metodo e di vita da Primo Levi. Nell’introduzione infatti, spiega come tutto nasca dalla scrittura, proprio come sosteneva il grande autore di Se questo è un uomo. «Ho sempre pensato che la scienza dovesse raggiungere le persone, soprattutto nel settore del tempo atmosferico che è sempre sulla bocca di tutti ma si nutre di luoghi comuni ormai usurati». Di fronte all’incalzare di enormi e inediti problemi ambientali che procede nella più totale indifferenza umana, mettendo a rischio le future generazioni, Mercalli dal palco, risponde guardando alla “Nostra Madre Terra”, che ci richiama all’ordine: «Cari umani, non l’ho mai fatto prima, ma quest’anno ho deciso di scrivervi, da un secolo a questa parte sembra non abbiate più rispetto di me, mi succhiate ogni forza e mi intossicate con i vostri gas, cambiate il clima, mi fate venir la febbre che fonde i ghiacci e aumenta il livello dei mari, mi riempite di plastica, una roba che avete inventato voi, senza curarvi di riciclarla come ogni cosa che faccio io. Mai nessuna specie aveva osato tanto e danneggiato così gravemente i miei processi vitali».

Foto Facebook Luca Mercalli

Lo scorso 29 luglio infatti, è stato l’Earth Overshoot Day, cioè il giorno del sovrasfruttamento delle risorse del 2019, «una data che cade sempre prima nel calendario, da quando abbiamo cominciato a sovra-sfruttare le risorse negli anni ’70. Il giorno del sovrasfruttamento delle risorse segna la data in cui il consumo di risorse da parte dell’uomo eccede ciò che gli ecosistemi della Terra sono in grado di rigenerare per quell’anno. Negli ultimi 20 anni, il giorno del sovrasfruttamento si è spostato fino a tre mesi in anticipo nel calendario fino a cadere il 29 luglio di quest’anno, mai così presto dagli anni ’70, quando il mondo ha cominciato a sovra-sfruttare le risorse. In altre parole, attualmente l’uomo sta utilizzando le risorse naturali ad un ritmo 1,75 volte più veloce rispetto alla capacità di rigenerazione degli ecosistemi, il che equivale a dire che usiamo 1,75 pianeti Terra. Il sovrasfruttamento è possibile perché intacchiamo il capitale naturale del nostro pianeta, compromettendo ulteriormente la sua capacità futura di rigenerazione delle risorse». Continua Mercalli «moltissime persone si impegnano, scienziati di tutto il mondo hanno siglato accordi internazionali con gli Stati ma di fatto il problema dell’ambiente viene visto dalla politica internazionale come un fastidio, una specie di Cenerentola (sorride, ndr). Noi, nel nostro piccolo, facciamo dei gesti ma poi sono le leggi che devono favorire il cambiamento di rotta, l’impegno diverso, una cultura della sobrietà e non dell’accumulo: basta oggetti futili, usa e getta, facciamo attenzione. Questo è un problema filosofico, più difficile da estirpare. Sembra che sia tutto un nostro diritto, ma non è così». E poi, sempre dal palco, chiarisce, con quel suo fare eloquente e pratico «che è necessaria anche un’educazione familiare, contro un aumento demografico in Africa e Asia da arrestare immediatamente, l’ha detto lo stesso Papa Francesco». «Mi dicono che sono catastrofista, ma non è così: io sono come un medico e sto dicendo che la Terra è malata e ha bisogno di cure per sopravvivere».

«C’è, anche nelle nuove generazioni il desiderio di compiere una virata, di cambiare stile di vita, stando attenti all’impatto ecologico – io stesso non uso più l’aereo, mi muovo con la macchina elettrica, ma non è sufficiente. L’esempio più forte di questi tempi è sicuramente quello di Greta Thunberg, ma nel 1992, al Vertice ONU della Terra, a Rio de Janeiro, all’età di 12 anni, anche Cullis-Suzuki (che passò alla storia come la bambina che zittì il mondo per sei minuti) vi fu un momento di grande speranza per il futuro, ma da allora sono passati quasi 30 anni e non è cambiato nulla».

In breve

Luca Mercalli

Torinese (24 febbraio 1966) è un climatologo, meteorologo, divulgatore scientifico, accademico italiano. È presidente della Società Meteorologica Italiana. Ha fondato e dirige, dal 1993 la rivista internazionale di meteorologia Nimbus, oltre a condurre alcune trasmissioni televisive per la RAI.

FONTELuca Mercalli
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