mycollego

La tecnologia e i robot possono essere un “gioco da ragazzi”? Per il team di MyCollego la risposta non solo è affermativa, ma è anche carica di premi e riconoscimenti. Il progetto è nato nel 2014 dalla mente di un docente dell’IC di Bosco Chiesanuova, Emanuele Miliani. Lo scopo è quello di educare i ragazzi tra gli 11 e i 16 anni alle discipline STEM mediante una didattica innovativa, che parli di RoboEtica e progetti scientifici. Questo gruppo di “maghi della robotica” lo scorso gennaio, a Mestre, è diventato “Campione del Nord Est” alle qualificazioni della First Lego League Italia, la competizione sponsorizzata da Lego basata proprio sulla promozione delle discipline STEM nei ragazzi attraverso attività di robotica basate sui famosi mattoncini, senza dimenticare mai il divertimento.  Un’emozione unica per i giovani membri del team che hanno potuto gareggiare (finalmente) in presenza.

LEGGI PANTHEON DI MARZO

Quest’anno la tematica della competizione sono la logistica e il trasporto e, proprio su questo campo, è stato costruito il robot Murphy, programmato dai ragazzi insieme al progetto scientifico correlato. «C’è stato tantissimo lavoro non solo dalla parte dei componenti della squadra, ma anche dai “mentor”, gli ex membri della squadra, che ci hanno aiutato» ci hanno spiegato Martina e Filippo, i due portavoce di MyCollego.

Ma non è ancora tempo di rilassarsi: il 26 e 27 marzo, infatti, si svolgerà la finale a Rovereto, per la quale il team si sta già preparando con dovizia: «Dopo l’entusiasmo per la vittoria di Mestre ci siamo concentrati subito su questa nuova avventura. Cerchiamo di puntare sempre più in alto», hanno raccontato i ragazzi.

I portavoce della squadra Martina Lais e Filippo Franceschetti

A emergere, con prepotenza, da questa squadra di giovani talenti è il legame, l’affiatamento che si è creato nella squadra, frutto di un metodo di educazione e insegnamento eccellente che, da sette anni a questa parte, sta portando avanti il professor Emanuele Miliani, affiancato quest’anno dalla collega Flavia Bonomi. Un successo da ogni punto di vista che ha consentito al team veronese di ricevere i complimenti delle istituzioni (tra cui quelle del Governatore del Veneto Luca Zaia) e prestigiosi riconoscimenti, come il premio agli Open International Lebanon del 2019 e il premio Oltre la Robotica, indetto dal Ministero dell’Istruzione e dall’Agenzia Spaziale Italiana per due anni consecutivi.

«Prima di tutto bisogna imparare ad essere un team e a lavorare in squadra. – spiegano i coach – Prima ancora di mettere mano ai libri, di fare il progetto scientifico cerchiamo di creare il gruppo che possa essere abituato a lavorare con insieme. Lavoriamo sul coinvolgere e far sì che le conoscenze di ognuno diventino patrimonio di tutti».

banner-gif
Articolo precedenteManifestazione mondiale di robotica, in gara gli studenti del Don Bosco
Articolo successivoA Verona l’inferno di Dante in versione multimediale