«Oggi per domani lungo il Naviglio Pavese», il claim di Na.Pa., il nuovo quartiere di Milano, al quale si aggiunge #io sono Na.Pa, in quella strategia identificativa che è alla base di ogni progetto di Marketing Territoriale. E di valorizzazione si tratta: Na.Pa. nasce con l’obiettivo di realizzare l’esperienza di un Naviglio Slow che, partendo dalle peculiarità del territorio (Parco sud, Pista ciclabile Ven-TO), possa offrire agli abitanti del quartiere e ai milanesi un’oasi di tranquillità, cultura e piaceri della tavola; una zona di Milano che, grazie alle diverse azioni culturali promosse da Na.Pa., possa affermarsi come meta ideale per passeggiare, gustare e immergersi nella storia di un quartiere sempre più integrato nel tessuto urbano della città, senza però perdere il proprio legame con il Naviglio che l’attraversa. Ma anche un un vero e proprio distretto gastronomico, il cuore pulsante di quella peculiare mescolanza di soggetti, privati, Associazioni e Istituzioni che si prendono cura del proprio quartiere e lo valorizzano, con l’obiettivo di reinterpretare il naviglio per quello che storicamente è stato, un luogo di collegamento tra la campagna e la città.

Avere cura, quel processo che è cultura e responsabilità condivisa del territorio per una migliore qualità della vita.

Così Milano arriva sempre prima. Dal Naviglio al fiume, il nostro, un Adige che troppo spesso dimentichiamo come filo conduttore della nostra città, Verona, che a enogastronomia non ha nulla da invidiare a Milano, anzi, Milano non ha nemmeno un vino che la identifichi, eppure il saper fare imprenditoriale, la capacità di guardare lontano, di avere una visione, quella competizione che è avere un obiettivo condiviso, la fa essere avanti a tutti in tema di valorizzazione e progettazione strategica. Forse a Verona non si vuole fare sistema, ci piace lamentarci e restare scoordinati, disperdere le idee e le forze, perché se e quando lo vuole sa essere meglio, anche di Milano.

E di Verona è uno degli imprenditori soci fondatori di Na.Pa. Michele Rimpici, che proprio a Milano ha aperto la prima Cantina Ubana italiana, fanno il vino in città, lo abbiamo incontrato di passaggio da Verona. Rimpici, 41 anni, residente a Milano da qualche anno, laureato a Verona in Scienze della Comunicazione con una tesi sulla “Filosofi a del vino”, ha lavorato diversi anni in Italia e all’estero come manager e consulente per alcune importanti aziende vinicole.

Michele come è venuta questa idea?

«Neanche a dirlo nasce durante la pandemia, non siamo stati con le mani in mano aspettando che finisca, ma abbiamo capito che è questo un momento di cambiamento e siamo noi a dover cambiare, non le cose intorno, darci da fare tutti insieme, creare una comunità, anche dove non esiste il nome che le dia identità. Così Na.Pa. nasce con questo spirito e oggi che la periferia e il centro dialogano sempre di più e che lo scambio dei prodotti è stato sostituito con quello delle relazioni tra persone, l’obiettivo del Comitato di Na.Pa. è quello di creare occasioni di incontro tra le diverse realtà della zona e la città: dalla Biblioteca di Chiesa Rossa, alla NABA – Nuova Accademia delle Belle Arti, fino all’Acquedotto, ai protagonisti del Teatro Pacta, oltre che i ristoranti valorizzati dalla critica gastronomica e le tante trattorie che fanno di Na.Pa un vero e proprio distretto gastronomico sono il cuore pulsante di questa parte della città»

Quali sono i tuoi soci?

«Oltre ad abitanti e associazioni, e a Cantina Urbana, ci sono Altavia, Antica Osteria del Mare, Aromi, Cantina Urbana, Carlotta Cafe, DistrEat, Erba Brusca, Farm65, I Frantoi, Llama Maki, Motelombroso, Osteria della Conca Fallata, Osteria Grand Hotel, Sadler Ristorante.”

È, dunque, in questo contesto che nasce il primo progetto di Na.Pa., un delivery gourmet per promuovere le eccellenze gastronomiche di una zona di Milano che ha tra i propri obbiettivi quello di diventare anche un vero e proprio distretto gastronomico: Deli-Very-Na.Pa., questo il nome dell’iniziativa.

«Si, – incalza Rimpici – un progetto che è anche un esperimento di condivisione, di creazione di una comunità attiva, importante in questo momento storico. Un progetto di delivery solo durante i fine settimana che vede, per ora, il coinvolgimento di tre ristoranti della zona e di Cantina Urbana per la proposta al calice. Una collaborazione tra chef, dunque, per un calendario di consegne a domicilio»

Nasce così in una sorta di quadrilatero dal sapore intorno al Naviglio Pavese, Deli-Very-Na.Pa., lo spin off del gusto firmato da Cantina Urbana in via Ascanio Sforza 87 dove si produce il primo vino vinificato a Milano, da Claudio Sadler, dell’omonimo ristorante stellato in via Ascanio Sforza 77, dal giovane team del ristorante Distreat in via Imperia 3 angolo Alzaia Naviglio Pavese, e da Motelombroso in Alzaia Naviglio Pavese 256 guidato in cucina dallo chef Andrea Zazzara.

Questa è l’impresa. Agire, non movimento.