Andrea Battista

La notizia è del 28 settembre scorso ed è partita da Roma. Quel giorno, nella Capitale si è riunito il Consiglio di Amministrazione di Poste Vita S.p.A., società interamente posseduta da Poste Italiane S.p.A., il quale ha approvato la promozione di un’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria per cassa sulle azioni ordinarie di Net Insurance S.p.A., società amministrata dal manager veronese Andrea Battista, e di un’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria per cassa sulla totalità dei warrant denominati “Warrant Net Insurance 2018-2023”.

Un’operazione che arriva dopo appena quattro anni dalla guida scaligera di Net Insurance e che esalta le capacità di Battista, manager di lungo corso impegnato con successo in diverse realtà assicurative e finanziarie. L’AD ha saputo raddoppiare in un quadriennio il valore della compagnia che offre soluzioni di protezione dedicate alla persona, alla famiglia e alla piccola e media impresa.

Dott. Battista, innanzitutto ricordiamo chi è Net Insurance.

Net Insurance è una compagnia multi specialistica, ovvero specializzata in una serie di attività, di segmenti e di nicchie che sono la protezione dei finanziamenti di cessione del quinto, la protezione assicurativa, la bancassicurazione nell’ambito danni e protezione, il segmento dei broker per i prodotti retail, e poi i prodotti totalmente digitali o, come amiamo dire, “full digital”. Un mix variegato e multiforme di attività che consegna al nostro Gruppo una specificità e una riconoscibilità piuttosto evidenti in Italia e in Europa, che ci consentono, pur avendo dimensioni medie, di distinguerci in un mercato affollato e presidiato da player di grandi dimensioni.

Il vostro marchio è ormai molto noto anche grazie alla sponsorizzazione che compare sulle maglie degli arbitri italiani di calcio.

La partnership con l’AIA è stata ed è un punto fondamentale della nostra strategia di promozione e comunicazione. Abbiamo dedicato risorse importanti a questa iniziativa e la presenza del nostro logo sulle maglie di tutti i direttori di gara italiani ci ha permesso di creare e rafforzare il brand. Essendo dedicati alle reti terze e non avendo quindi una “customer base” (base clienti) tutta nostra, autonoma, è fondamentale per noi creare awareness (consapevolezza) da un lato e reputazione dall’altro, su clienti di altri, di reti terze, appunto, a cui offriamo i nostri prodotti.

Prima di arrivare a parlare dell’operazione con Poste Italiane, di cui hanno parlato tutte le principali testate economiche italiane e non solo, vorremmo concentrarsi su di lei. Dove inizia la carriera di Andrea Battista?

Nel mondo assicurativo nasco prima nel mondo delle società di consulenza, di McKinsey & Company in particolare, e poi, con una lunga e fondamentale esperienza veronese, direi genuinamente veronese, in Cattolica Assicurazioni. Ho collaborato poi con il gruppo internazionale Aviva Italia Holding S.p.A e la prima operazione che ho realizzato, nel 2013-2014, è stata con il fondo di private equity americano di James Christopher Flowers. Questa operazione è stata la prima del genere per il mercato assicurativo Italiano il mio battesimo imprenditoriale con un partner di prestigio, forza e capacità riconosciuta a livello mondiale.

Net Insurance?

L’operazione di Net Insurance è invece un’operazione “stand alone”. Ho creato nel 2018 una cosiddetta “Spac” (special purpose acquisition company), un veicolo quotato che raccoglie in borsa capitali finalizzati ad acquisire, ma soprattutto a rafforzare in funzione di progetti di sviluppo, non solo compagnie d’assicurazione, ma di business di qualsivoglia. La nostra Spac, denominata all’epoca Archimede, è stata la prima che ha avuto come obiettivo e oggetto il business assicurativo. Quattro anni fa, dopo aver raccolto poco meno di 50 milioni, abbiamo realizzato l’acquisizione e soprattutto la ricapitalizzazione di Net Insurance. Con l’inizio del 2019 è partito il progetto industriale che ci ha portato, oggi, a questa proposizione da parte del Gruppo Poste Italiane.

E quindi entriamo un attimo nel dettaglio dell’operazione con Poste Vita. Come è nata l’opportunità?

L’operazione ha per target Net Insurance, vale a dire l’intera compagnia o l’intero gruppo, visto che è composta di due compagnie assicurative e vita, protezione e danni, ed è stata lanciata da Poste Vita, posseduta al 100% da Poste Italiane, di concerto con Banca IBL, una banca privata con sede a Roma specializzata nella cessione del quinto, e poi con me medesimo che faccio dunque parte del trio dei cosiddetti concertisti, ovvero i tre soggetti che per così dire hanno messo a punto l’operazione.

Alcuni numeri dell’accordo?

Il corrispettivo che sarà offerto per ciascuna azione è pari a € 9,50 (corrispondente a un premio del 28,0% sulla media ponderata dei prezzi ufficiali giornalieri di Borsa Italiana dell’ultimo mese) e il corrispettivo che sarà offerto per ciascun warrant è pari a € 4,81 (corrispondente ad un premio del 60,0% sulla media ponderata dei prezzi ufficiali giornalieri di Borsa Italiana dell’ultimo mese). Il corrispettivo offerto per ciascun warrant corrisponde al valore intrinseco dei warrant calcolato sulla base del corrispettivo offerto per ciascuna azione.

Cosa succederà se l’operazione verrà approvata dall’Autorità competente?

Se verrà autorizzata e se incontrerà l’interesse degli azionisti, la società verrà “delistata”, ossia tolta dal mercato azionario ove ora è quotata, e avrà tra i soci Poste Italiane, IBL e Andrea Battista, ciascuno con quote diverse. Per quanto mi riguarda mi sono impegnato a mantenere investito in società il 2% del capitale complessivo. È evidente che ciascuno di questi soggetti porta competenze, come nel mio caso, ovvero anche capitali rilevanti come nel caso degli altri due soci ma si andranno a creare anche ampie sinergie distributive. Infatti l’obiettivo dell’operazione è fare della società il centro di competenza della protezione della cessione del quinto e la fabbrica prodotto per le reti terze in particolare delle reti bancarie.

Ci sembra di capire che sulla cessione del quinto abbiate una leadership importante.

Attualmente rappresenta oltre la metà del nostro fatturato, abbiamo già oggi, prima di inaugurare la nuova operazione, una quota di mercato che oscilla tra il 25 e il 30%. Quindi siamo già uno riferimento nel settore e questo la dice lunga di come si può possa competere in specifici segmenti anche al cospetto di grandi colossi.

Net Insurance verrà delistata, ma non sparirà come nome, giusto?

No, manterrà il brand attuale e la società continuerà lo sviluppo del proprio piano industriale presentato a luglio, chiaramente con un assetto diverso e che prima dovrà essere valutato prima dall’Authority e poi dai soci e gli investitori che hanno l’ultima parola nell’aderire all’offerta oppure no.

Prima ha citato Cattolica Assicurazioni, che alla pari di altre istituzioni finanziarie veronesi è stata oggetto di incorporazioni e/o fusioni. Sono movimenti generali del mercato ineludibili, è la globalizzazione o comunque la fluidità dei mercati che obbliga certi passaggi?

Non c’è dubbio che esista una forte tendenza alla concentrazione nell’ambito di tutti i mercati finanziari, ma il settore assicurativo è ampiamente diverso da quello bancario sotto questo punto di vista. La tendenza di cui faceva riferimento non la definirei affatto ineludibile. Il settore, tra l’altro, è già molto concentrato in questo momento e quindi risulta difficile prevedere che vi siano tendenze automatiche ad un ulteriore concentrazione. Certo, le operazioni le abbiamo viste e probabilmente ce ne saranno ancora in futuro.

La pandemia ha inciso sul settore assicurativo?

Quello assicurativo era ed è un settore forte e resiliente, se l’è cavata bene durante l’emergenza sanitaria. Questo non significa che bisogna farsi prendere dal conservatorismo, perché è necessario innovare, cambiare, migliorare continuamente i prodotti e riqualificare i servizi. Bisogna trovare il modo più efficace per proporsi alla clientela e pensare a un nuovo modo di agire dal punto di vista culturale all’interno del settore. La pandemia ci ha dato numerosi stimoli sotto questo profilo.

Cos’è la cessione del quinto

La cessione del quinto (cessione del quinto dello stipendio o pensione) è una tipologia di prestito prevista in Italia da estinguersi attraverso trattenute dirette sul salario (stipendio o pensione), fino ad un massimo di un quinto dell’emolumento valutato al netto delle ritenute.

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