Ottavio Zanini

Ottavio Zanini, nato a Grezzana il 3 agosto 1947 dove vive tuttora, ha fatto parte della classe politica che negli anni ’70 e ’80 del Novecento, ha vissuto lo sviluppo di Grezzana, grazie al suo fiorente settore lapideo, ai tanti negozi di vicinato e ai servizi che offriva.

Finita la scuola dell’obbligo Ottavio Zanini entrò, apprendista, in una ditta di impianti elettrici; dopo un paio d’anni andò, con la qualifica di “elettricista”, in un’azienda veronese. Nel contempo partecipò al concorso “per elettricisti” indetto dagli Istituti Ospedalieri di Verona, lo vinse ed entrò, rimanendovi per 40 anni. Non solo. Nel 1988, venne eletto nel consiglio dell’ULSS 25.

Il 1970, per Ottavio, fu l’anno della svolta. Con il lavoro sicuro, sposò Renata Pegoraro, con la quale ebbe tre figli (Curzio, Eve ed Enrico) e si iscrisse al PSDI (Partito Socialista Democratico Italiano), confluito poi nel PSI (Partito Socialista Italiano) del quale è tuttora nel direttivo provinciale.

Nel 1979, Ottavio, entrò in Consiglio comunale a Grezzana, iniziando così la sua attività a favore del paese. Si arrabattò, per ottenere un altro rappresentante del PSI, ma poiché c’erano tre frazioni che volevano un proprio assessore in Giunta e poi i Dorotei (anima centrista della DC), vinsero questi ultimi nominando uno dei loro di Alcenago.

Qui Ottavio scoprì il progetto di abbattimento dell’ex stazione del tram, «per allargare Piazza Ballini» e con i compagni di partito, i combattenti e reduci e gli alpini, si mise di traverso: l’edificio restò in piedi. Diventò cofondatore del Circolo Ricreativo di Grezzana che occupò il piano terra dell’edificio (i ragazzi delle medie si erano trasferiti nella nuova scuola. Il Circolo era arrivato ad avere 400 iscritti (alpini, reduci, familiari e simpatizzanti), organizzava iniziative e gite (anche con 5 pullman). Tra le altre opere di questi anni, l’uscita della «superstrada» a Sud di Grezzana (1986). Opera voluta e contestata (invano) dalla popolazione, la quale sosteneva: «deve uscire all’inizio del paese, non in mezzo e in una strada ad imbuto».

Ottavio restò in consiglio, fino al 1988. Nella tornata elettorale dello stesso anno, Virgilio Zampieri della DC, stravinse con 2000 preferenze; del PSI in consiglio entrarono Adriano Mazo e Maurizio Grandi: «Due brave persone, alla loro prima esperienza amministrativa e le prospettive non erano delle migliori», conferma Zanini. Nei partiti, compresa la DC (definita “la balena bianca”) iniziarono le difficoltà. Vennero allo scoperto: la vera faccia della politica veronese, i giochi nascosti e quelli proibiti. Grezzana stava alla finestra. Allo scoppiare di tangentopoli (1992) anche Grezzana, seppur di riflesso venne coinvolta. A soffrirne moltissimo fu l’Avvocato Renato Gozzi (ex sindaco di Grezzana e Verona), uno dei padri della Democrazia Cristiana, che la vide morire.

«Il PSI invece esiste ancora, seppur con un modesto numero di iscritti», conclude Ottavio Zanini, che aggiunge «credo che la passione e l’orgoglio delle proprie idee (anche politiche) ci siano ancora, bisogna solo sperare che i giovani ritrovino coraggio e voglia di farsi avanti e impegnarsi per il bene comune».

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