Nei campionati italiani Open di Apnea Outdoor, a Riva del Garda, l’atleta veronese ha ottenuto i due titoli scendendo in apnea in assetto costante con monopinna in lago a 81 metri di profondità in 2 minuti e 33 secondi e, il giorno seguente, raggiungendo -76metri in assetto costante con pinne in 2 primi e 36 secondi.

Antolini, classe 1983, in forza all’A.S.D. Club Subacqueo Scaligero dove è anche istruttore della sezione agonistica – ora punta toccare i -86metri: la lunghezza della Torre dei Lamberti, il monumento più alto del centro storico di Verona.

Tra i prossimi progetti su terra, invece, l’apertura di una base di apnea profonda sul lago di Garda, a Punta San Vigilio sulle sponde veronesi. Punto di appoggio per chi vuole andare oltre la didattica, Freedive Garda (Freedivegarda.com, già presente sui social network) sarà inaugurata in primavera.

Due record mondiali in 24 ore esatte, stabiliti con il sorriso sulle labbra e la consapevolezza di avere ancora molto da dare nella disciplina dell’apnea. Pietro Antolini, veronese, classe 1983, ha stabilito nelle acque del Garda il nuovo record mondiale Cmas (Confederazione mondiale delle attività subacquee) di apnea in assetto costante con monopinna in lago con 2 minuti e 33 secondi in cui ha toccato una profondità di 81 metri. Un successo che l’atleta in forza alla A.S.D. Club Subacqueo Scaligero ha bissato a distanza di un giorno: con un tuffo perfetto e una discesa di 2 minuti e 36 secondi a una profondità di 76metri, Antolini ha stabilito anche il record mondiale Cmas di apnea in assetto costante con pinne in acqua dolce. A certificare le prove, il giudice internazionale Cmas Ezio Barbero.

I due eccellenti risultati sono stati raggiunti nelle acque antistanti il porto di San Nicolò a Riva del Garda durante i campionati italiani Open di Apnea Outdoor di settembre che hanno visto sfidarsi circa sessanta partecipanti nelle due giornate, con atleti provenienti anche da fuori Italia. I campionati Open sono stati tra i pochi appuntamenti confermati della stagione, essendo stata annullata la quasi totalità delle gare a causa dell’emergenza sanitaria.

Nella due giorni di gara, Verona e l’A.S.D. Club Subacqueo Scaligero hanno ottenuto anche un ottimo terzo posto grazie alla giovanissima atleta (allieva dello stesso Antolini) Martina Binda, 17 anni, terza classificata con -40metri in 1 minuto e 41 secondi in apnea in assetto costante nella categoria Promotion, che ha come limite di profondità i 40 metri e si gioca sulla regolarità: ovvero a parità di profondità vince chi più si avvicina al tempo dichiarato.

«La qualità con cui ho eseguito queste due gare è cambiata rispetto alle esperienze precedenti. Gli otto anni di yoga e meditazione mi hanno aiutato a trovare la pace in solitaria anche nelle profondità e nel buio dell’acqua del lago. Sono sceso e risalito con il sorriso, per nulla provato. Queste due giornate mi hanno davvero ampliato le prospettive, ho l’impressione che ci sia davvero ancora molto margine», racconta il nuovo re degli abissi del Garda che ha strappato i record a Michele Tomasi, allenatore della nazionale di apnea. Il successo è arrivato dopo un inverno e una stagione molto complessi. «Causa Covid le piscine sono rimaste chiuse a lungo e allenarsi in sedute di apnea dinamica è stato impossibile. Mi sono dovuto ingegnare con moltissimi esercizi fuori dall’acqua: in casa e in mountain bike”, spiega Antolini, già proiettato verso nuovi limiti da raggiungere e superare. “L’edificio storico più alto di Verona è la Torre dei Lamberti: 84metri. Il mio prossimo obiettivo è batterla con una profondità in apnea di 85metri».

In attesa dei prossimi risultati sott’acqua, Antolini è concentrato su un nuovo progetto: l’allestimento di una base di apnea profonda al lago, oltre le rive di Punta San Vigilio. Punto di appoggio per chi vuole spingersi oltre la didattica e mettere alla prova i propri limiti, Freedive Garda sarà inaugurata in primavera ma è già attiva, per chi ne volesse conoscere i dettagli, sui social network Facebook e Instagram.

Nato e cresciuto a Verona, sull’altopiano dei Lessini, la passione pur latente per l’acqua e soprattutto per il mondo sommerso hanno accompagnato Pietro Antolini da sempre. Dopo la laurea in Ingegneria aerospaziale a Padova, il recordman – allora 25enne e oggi papà di Zeno e Arianna di 4 e 1 anno – ha lavorato a Fano nelle Marche: qui ha riscoperto la voglia di andare sott’acqua, ottenendo il brevetto Primo grado di apnea, .-10metri.

Nel 2010, tornato a Verona, con l’A.S.D. Club Subacqueo Scaligero ottiene il secondo e terzo grado fino ai 25metri. Ad Agosto del 2012 vola in Thailandia per seguire un corso Istruttori. Tre mesi nella scuola locale di profondità lo formano come professionista dell’apnea. Dopo aver lavorato nelle acque thailandesi come Istruttore di subacquea, Antolini torna in Italia e a Verona per iniziare a lavorare come consulente aziendale. È il 2014 quando inizia la carriera da agonista allenandosi seriamente nelle acque del Garda, a Punta San Vigilio, caratterizzate da punti molto vicini alla riva eppure molto profondi, scuri e freddi.

Il primo record è italiano e risale al 2015 con i -70metri in assetto costante con pinne. Istruttore ormai da quasi un decennio, l’atleta ha ripreso quest’anno ad esercitare l’attività occupandosi degli agonisti dell’A.S.D Club Subacqueo al Centro Federale di Alta Specializzazione in viale Galliano a Verona, dove si allena la nazionale di nuoto.