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Il professore Riccardo Mauroner

Si definisce rabdomante e rigattiere ma è un raffinato cane da tartufo di cimeli letterari guidato da una sensibilità viscerale e innata. Riccardo Mauroner è uno dei collezionisti “nascosti” di Verona. Docente di storia e filosofia all’Educandato statale Agli Angeli, quando non è in cattedra si dedica alla cura e alla scoperta di rarità letterarie. Una passione diventata esigenza che, qualche hanno fa, lo ha portato ad acquistare un piccolo tesoro: la biografia segreta di James Joyce, libello dissacrante sullo scrittore irlandese.

Qual è il contenuto di questa biografia e perché è così preziosa?

Si intitola “Joyce intimo spogliato in piazza. Una indiavolata caricatura dello scrittore irlandese”. L’autore è Alessandro Bruni Francini, docente toscano collega di Joyce all’Università di Pola. All’inizio i due sono amici ma, per controversie che non conosciamo, il legame si rompe e il professor Francini, dopo una conferenza, decide di mettere in ridicolo il suo ex amico con una impietosa caricatura nonché un elenco di difetti e bizzarrie. Siamo nel febbraio 1922 e questa velenosa pubblicazione arriva nelle mani di Stanislaus Joyce, il fratello dello scrittore che, inorridito, decide di far sparire questo libello. Ma ne conserva una copia in cui appunta il suo cognome sul frontespizio; la stessa finirà nella libreria di Umberto Saba che imprimerà sulle pagine il suo timbro, fino a giungere nelle mie mani. È un piccolo tesoro perché svela i lati ombrosi di un autore controverso, posseduta da personaggi illustri e diffusa solo in pochissime copie in Italia.

Com’è finita nelle sue mani?

L’ho trovata tra gli scaffali di un piccolo antiquario di Trieste e ha attirato subito la mia curiosità. Un’emotività centripeta mi lega a Joyce e Kafka, i miei autori di riferimento: pur essendo veronese, sono parte delle radici triestine che mi porto dietro. L’ho acquistata 5-6 anni fa e da quel giorno è rimasta al sicuro nella mia libreria. Solo ora ho deciso di condividerla, passati 100 anni esatti dalla pubblicazione. Inoltre, ricorrono altri due anniversari importanti: la nascita dell’autore (1882) e la prima edizione del suo capolavoro, “Ulisse” (1922).

Ci sveli qualche curiosità su Joyce: abitudini e modi di fare che scopriamo leggendo questa “indiavolata” biografia…

Dipinge Joyce come un personaggio sopra le righe “che passa il tempo tra i bivacchi dei bar, delle taverne e dei lupanari senza mai saziarsi”. Poi la sera, “quando non ne può più ed è gonfio di veleno come un rospo sbuca a tentoni dal porticino” barcollando ubriaco fino a casa “e stropiccia il deretano a tutti i muri”. Non solo il vizio dell’alcol, ma Francini ne sbeffeggia anche l’abbigliamento mal concio e il pessimo italiano. Uno stile di vita dissoluto. Nonostante tutto, però, i pochi soldi in tasca e un atteggiamento goffo nascondevano un genio di difficile comprensione.

Il mese scorso, l’opera, è stata oggetto di un evento. Perché ha deciso di mostrarla al pubblico?

“Joyce intimo spogliato in piazza” è stato esposto prima nell’atrio dell’Istituto agli Angeli, per gli studenti, poi nella sala Montanari della Società Letteraria a tutta la cittadinanza. Infine, il 25 febbraio in Letteraria si è tenuto un evento con delle letture dedicate in collaborazione con altri docenti che hanno sposato il mio progetto. Credo che Joyce possa aiutare a fornire importanti elementi di riflessione, soprattutto in questo momento storico. Valorizza la città e le sue ibridazioni culturali aprendosi ad altre storie, ad altre letterature. Spero di fornire uno slancio alla riscoperta di grandi poeti veronesi come Lorenzo Montano e Lionello Fiumi, troppo spesso dimenticati.

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