Il Festival di Sanremo, in partenza questa sera, è blindato sia per il numero di artisti che giornalisti, la maggior parte dei quali parteciperà alle attività da remoto. Ne abbiamo parlato con Luca Monti, professore del Master Mec – Ideazione e Produzione di Eventi Culturali all’Università Cattolica di Milano e inviato di Cattolica News e Trovafestival.it alla Sala Stampa Lucio Dalla di Sanremo.

«Partecipare a Saremo è davvero un’esperienza bellissima, oltretutto quest’anno sono vent’anni che esiste la Sala Stampa Lucio Dalla, istituita accanto alla Sala Stampa già esistente, perché riservata alle radio, al mondo internet e alle televisioni private» racconta Monti. «Gli altri anni la Sala Stampa Lucio Dalla era al Palafiori, accanto al Teatro, invece quest’anno siamo tutti online. Però il lavoro fatto dalla Rai è stato ottimo, perché tutti i giornalisti accreditati lo scorso anno sono stati accettati anche quest’anno».

«Abbiamo così potuto seguire le prime conferenze già fatte da Amadeus e Fiorello, senza contare che abbiamo anche la possibilità di votare. Prenotandoci anche per poter fare domande anche alla conferenza stampa di ogni giorno delle 12.30 in cui si fa il punto dei giorni di Sanremo» prosegue. «Gli altri anni in Sala Stampa il lavoro è stato frenetico perché siamo davvero tantissimi. Ovviamente quest’anno se sono stati ammessi molto pochi, solamente 75, mentre tutti gli altri seguiranno da casa, virtualmente connessi. Anche i collegamenti con i cantanti saranno virtuali, però il sistema nonostante la distanza, ci permette di lavorare al meglio come gli anni scorsi».

«Sono molto curioso di questa nuova esperienza, anche perché penso che il salvataggio fatto in extremis quest’anno sia stato doveroso, per far lavorare il mondo della musica, per permettere ai cantanti di esibirsi e alle maestranze della Rai di poter avere un’occasione» prosegue. «Probabilmente il 27 marzo riapriranno i teatri quindi questa settimana è un po’ una prova generale di quella che speriamo essere tutti la fine di questa pandemia».

«La scenografia ha cinquecento schermi, una specie di grande ottagono, che ricorda uno schema già presente nel 1986 e nel 1988 facente parte della scenografia di Gaetano Castelli, in cui vedremo dei movimenti di scena che ricordano la multimedialità che già si è vista alla Scala il 7 dicembre 2020, in cui Davide Livermore faceva moltissimi effetti luminosi che permetteva alla Scala di “rompere il fondale” e vedere i paesaggi di Milano ad esempio» spiega.

«Così sarà a Sanremo, in cui ci saranno moltissimi balletti già registrati a Milano e Roma, per permettere la minor presenza di artisti sul palcoscenico. Mi aspetto quidni uno spettacolo multimediale molto bello. Uno spettacolo che credo apprezzerà anche il pubblico, che probabilmente sarà numeroso essendoci il coprifuoco serale. In un momento in cui la televisione è diventata ancora di più il nostro “caminetto”» conclude.