Steven the Magician, questo il nome artistico di Stefano, ha sfondato le barriere del reale e dell’illusione realizzando, con questo traguardo, parte di quello che è sempre stato un sogno guidato da un’enorme passione. Illusioni e giochi di carte lo hanno portato a superare tutti, accaparrandosi il primo premio nella finalissima del 24 marzo. Lo abbiamo intervistato a due giorni dal trionfo, per farci raccontare le emozioni a caldo e conoscere l’origine del suo amore per quest’arte.

Stefano, cosa si prova a vincere un contest come Italia’s got talent, seguitissimo in tutto il Paese? Come si è sentito quando hanno pronunciato il suo nome alla proclamazione?

«È stata una conquista inaspettata, una vera e propria doccia ghiacciata. Sono abituato alle docce fredde, le faccio sempre (ride, ndr); ma non avevo ancora avuto l’occasione di farne una così: è stata una di quelle emozioni che si provano una volta sola nella vita. Quando ho sentito il mio nome stavo per commuovermi, perché davvero non me l’aspettavo. Ero abituato a esibirmi in strada oppure a riprendermi con telecamere personali, l’atmosfera televisiva è sicuramente diversa».   

Come è nato questo amore per la magia?

«Ho sempre avuto dentro un amore speciale per la magia, sin da quando avevo sei anni. La scintilla si è accesa durante un gioco fatto da mio zio in un ristorante: da quel momento ho capito che quello che volevo fare era il mago, impegnandomi al massimo per arrivare al più alto livello possibile. Quella scintilla, via via nel tempo, si è trasformata in fiamma e con tanto studio ed esercizio sono riuscito a raggiungere la padronanza che mostro oggi».

Qual è la sua più grande fonte d’ispirazione?

«Mi ispiro agli insegnamenti dei grandi, naturalmente al campione del mondo della magia, e faccio in particolare tesoro delle parole di Michael Jordan, che ha sempre affermato quanto l’allenamento conti per ridurre al minimo, anche sotto condizioni di forte stress, il margine di possibilità di commettere errori in una performance».

Crede che la vittoria di un mago a Italia’s got talent abbia determinato un cambiamento importante per la categoria?

«La vittoria ha certamente segnato un passo importante per il panorama italiano, dove è ancora assente la magia vista non più dal cilindro del classico mago ma dall’illusionista in grado di creare mondi nuovi, interpretando e capendo la psicologia delle persone che assistono ai trucchi».

E i progetti futuri di Steven The Magician?

«Ora come ora darò modo all’adrenalina post vittoria di smorzarsi (ride, ndr). Ho in mente tante cose ma ancora nessun focus preciso, perciò mi concederò il tempo necessario per riprendermi e mettere poi mano a tutti i miei progetti, che per adesso restano “in trasparenza”».