Come nasce l’idea del volume?

«L’idea è partita dall’editore Typimedia, che da anni dedica spazio al racconto delle città italiane» spiega. «E’ un format preciso e accattivante, che racconta la storia della città dalla preistoria fino ad oggi. Il libro che ho scritto su Verona arriva fino al febbraio 2021, quindi comprende anche tutte le vicende riguardanti l’emergenza Covid. Ha un taglio affascinante, una narrazione discorsiva delle tappe storiche attraverso luoghi e fatti che prende spunto dalle vite dei personaggi».

 Quali personaggi avete analizzato?

«I più noti come gli Scaligeri, ma abbiamo dato anche voce ai ricercatori e agli studiosi che hanno scoperto la Preistoria di Verona, una parte un po’ meno nota: tra di loro, ad esempio, Giovanni Solinas. Poi abbiamo dedicato spazio ai protagonisti della Resistenza, come Rita Rosani o Berto Perozzi, che racconta dell’Assalto agli Scalzi, figure di cui magari non ci si ricorda il nome a primo impatto, ma che sono legati a eventi importanti per la città; un altro di rilievo è Carlo Ederle».

Il libro tratta solo di Verona o anche della Provincia scaligera?

«Parlando del periodo preistorico siamo partiti dai Lessini, a nord est di Verona, analizzando poi anche il Lago di Garda. Il contesto geografico da considerare era davvero molto ampio. Dall’età romana in avanti parliamo quasi esclusivamente solo della città; un punto interessante riguarda in particolare i monumenti, capire le diverse “vite” che hanno vissuto nel corso della storia, poiché accadeva che taluni nascessero per rispondere a determinate funzioni e in seguito cambiassero modalità d’uso».

Quali linee conduttrici ha seguito il lavoro di ricerca per la stesura di quest’opera?

«Il mio è stato un lavoro bibliografico e di profondo studio delle fonti, ho visitato la città e i suoi musei. Io sono originaria di Vicenza, quindi per me è stato anche un lavoro di scoperta».