La grande gara di Mattia non è una novità: nella sua giovane carriera ha già accumulato ottimi piazzamenti nella corsa e ha vinto i campionati italiani di sci d’alpinismo. Un predestinato.
Rientrato nella Val d’Illasi, dove Mattia è cresciuto e dove oggi lavora come impiegato in un’azienda del paese, ci ha raccontato questo incredibile risultato e le sue ambizioni future.

Mattia, come si è approcciato ad uno sport così particolare come il triathlon?

Fin da piccolo ho sempre fatto corsa in montagna e sci di fondo. Per tre anni ho praticato anche sci d’alpinismo, poi grazie soprattutto a mio papà ho conosciuto il triathlon, in cui sono riuscito a unire la mia passione per la corsa e lo sci di fondo.

Quale delle tre discipline è la sua preferita e quale la mette più in difficoltà?

La mia preferita è sicuramente la corsa, è anche quella su cui mi alleno maggiormente per avere buoni risultati. Quella che mi mette più in difficoltà è la mountain bike, perché fino ad adesso l’ho utilizzata un po’ come un allenamento di ripiego: faccio ancora fatica a stare dietro ad atleti che sono ciclisti e che quindi hanno sicuramente una marcia in più.

Si è appena laureato campione del mondo under 23 ai Mondiali di Andorra. Ci racconta la gara e le emozioni che ha provato quando ha capito che era lei il vincitore?

Noi correvamo con gli assoluti, quindi per la maggior parte della gara non avevo idea di essere primo tra gli under 23! È stata una gara sempre tirata al massimo, proprio perché non sapevo qual era il mio piazzamento nella categoria. La premiazione con l’inno nazionale è stata veramente un’emozione indescrivibile.  E poi l’affetto e la felicità di tutto il paese, di tutte le persone che mi conoscono: è grazie a loro che ho realizzato l’importanza di quello che ho fatto.

Ora che è diventato campione, inevitabilmente le aspettative si alzano. Che ambizioni ha in futuro?

Per il momento il mio lavoro mi permette di allenarmi bene. L’obiettivo ora è sicuramente cercare di riconfermarmi campione il prossimo anno, magari provando anche a migliorare il piazzamento nell’assoluta, non solo nella categoria under 23 di cui farò parte per altri due anni.

Mattia, si allena spesso in Lessinia. Da appassionato della montagna e di alpinismo, cosa pensa dell’inverno appena passato in cui tanti veronesi hanno preso d’assalto le piste da sci di fondo e i sentieri della Lessinia?

Io ho apprezzato che sia stato un po’ riscoperto lo sci d’alpinismo. Anche lo sci di fondo, che negli ultimi anni stava lentamente morendo, ha fatto dei grandi numeri quest’inverno. Chissà, magari proprio grazie alla pandemia e alla chiusura degli impianti, tanta gente si appassionerà a questi sport e continuerà a praticarli. Come amante della montagna, dove sono nato e cresciuto, c’è da dire però che quando arriva così tanta gente è inevitabile che ci sia qualcuno che non sa come comportarsi.