La mamma, il bambino, una fascia che li unisce e una musica di sottofondo. È la ricetta di Danza in Fascia®, il progetto a livello nazionale che mira a rappresentare coreograficamente il legame tra madre e figlio attraverso una danza a stretto contatto corporeo.

Con i movimenti della mamma, i bambini ritrovano così i piacevoli dondoli che li hanno cullati nel corso della gestazione, trovando quiete, calma e spesso addormentandosi durante la lezione. Ma i vantaggi non sono solo per il neonato: anche la mamma ha modo, infatti, di riprendere la conoscenza del proprio corpo, nonché la sua consapevolezza e sensualità, spesso accantonate perché ritenute superficiali rispetto all’ingente impegno di essere madre.

I corsi di Danza in Fascia® si svolgono anche a Verona, solitamente al centro Aloha, in viale Colonnello Galliano, ma per l’estate è stata pensata una versione ridotta e all’aperto, nell’ambito del Mura Festival al Bastione San Zeno. La docente è Scilla Cattafesta, ballerina professionista che nel curriculum vanta esperienze alla Scala di Milano, alla Fondazione Arena e al Théâtre du Capitole di Tolouse. Proprio lei ci ha raccontato i benefici di questa pratica.

Scilla e Maeva

Come descriveresti Danza in Fascia®?

Il corso si rivolge alle neomamme, con i bambini vengono portati su supporti ergonomici come fasce o marsupi. L’obiettivo è socializzare, ritrovare la propria femminilità e svuotare la mente dalla frenesia della nuova vita da genitori. È bello vedere come la mamma a un certo punto si concentri solo sui passi e sulla coreografia, mentre il bambino si addormenta autonomamente, cullato dai movimenti. I genitori riescono quindi a rilassarsi e a riprendersi un momento per sé, cosa che nei primi mesi di vita dei figli è molto difficile.

Oltre a consolidare il rapporto con il bambino, si va a creare un gruppo anche tra le stesse mamme?

Sì, con la gravidanza e poi il parto a volte il lato femminile e sensuale si va a perdere per calarsi invece nella figura della mamma, trascurando la figura della donna. Resta però una componente fondamentale di ognuna di noi, ed è importante preservarla anche per tornare alla “normalità”. In questo le mamme fanno gruppo e si supportano a vicenda.

Come sei diventata insegnante di questo corso?

Io ho smesso di lavorare nel mondo della danza qualche anno fa. Una consulente di babywearing, però, un giorno mi ha parlato della sua intenzione di organizzare uno di questi corsi anche a Verona. Mi ha dunque proposto di posare con mia figlia per un servizio fotografico per il volantino pubblicitario e ho accettato di buon grado. La magia è avvenuta quando ho indossato di nuovo le vesti di ballerina: in quel momento infatti la “ballerina di prima” e la “mamma di adesso” si erano finalmente ricongiunte. È stato un colpo di fulmine, e così ho deciso di seguire il corso per diventare docente di Danza in Fascia®. Oltre a questo ho anche un lavoro “regolare”, ma ho voluto tenermi il tempo per proseguire la mia passione, soprattutto per i feedback che ricevo quotidianamente dalle donne che partecipano. Al di là del passo di danza o della coreografia, ho capito che si tratta proprio di un momento che molte mamme hanno bisogno di prendersi per sé.

banner-gif
Articolo precedenteIl re del panettone (veneto) è il villafranchese Federico Molinari
Articolo successivoA scuola di profumo nel cuore di Verona