Può darsi ch’io non sappia cosa dico, scegliendo te una donna per amico”, poco si preoccupava Lucio Battisti di declinare al femminile la parola amico, perché avrebbe perso di significato, quello che un uomo di solito vede in un amico maschio, in una donna diventa quasi follia. Ma il cantautore romano anticipava inconsapevolmente i tempi, quelli di una parità di genere che si costruisce per prima tra le persone, nella fiducia tra queste, nel rispetto, indipendentemente dal genere. A questo dovremmo arrivare. Accompagnata da un uomo, da un politico, Davide Bendinelli Sindaco di Garda, Comune sulla sponda veronese dell’omonimo lago e candidato per Calenda alle prossime elezioni, come la Ministra, è arrivata in treno dalla vicina Mantova, casa sua, con un po’ di ritardo come si conviene alle nostre Ferrovie.

Il piglio è quello di un’amica che non si vedeva da qualche tempo ad incontrare una ventina di donne, imprenditrici, manager, professioniste, e quanto altro le donne possono essere, che alla Ministra, alla donna, alla docente universitaria di Analisi Matematica, hanno posto alcuni quesiti per capire quale la visione della politica nei confronti delle donne, quali le azioni, che futuro vogliamo per i giovani. Proposte, azioni, cambiamenti che da donna, da pochi anni prestata alla politica, e da Ministra, Elena Bonetti ha perseguito con tenacia, grazie anche alla visione lungimirante ed egualitaria di uomini quali Draghi e Mattarella che, della presenza delle donne nella vita politica, sociale, economica, culturale, si sorprendono se non ci sono, che conversano con assoluta parità di questioni comuni.

Tre le tante azioni elencate alcune parole chiave hanno colpito della Ministra: comunità, cura, formazione. «La comunità è la sintesi delle diversità e sulla comunità si deve puntare, costruirla con democrazia, senso di responsabilità e partecipazione» ha rimarcato Elena Bonetti rispondendo ad alcune sollecitazioni. La cura poi è il modo con cui le donne mettono in atto il loro essere caratteriale, nel lavoro, nel mestiere, nella famiglia, nella comunità stessa, e questa è una risorsa, una differenza che diventa valore ad esempio nelle imprese, come nella società, “avere cura”. Infine la formazione, un modo di avere cura delle nuove generazioni, perché cura sta dentro alla parola cultura, coltivare è un modo di avere cura. Coltivare le persone con opportunità pari in funzione delle loro competenze come del loro animo è un approccio femminile alla formazione. Infine, «Sono una donna STEM» ha dichiarato la Ministra, una di quelle donne che hanno scelto una professione legata alla scienza, alla tecnica, all’ingegneria o alla matematica, materie un tempo lontane dalla formazione femminile ma che oggi sempre più sono importanti in un futuro che lavora sugli algoritmi, è fondamentale che ci siano le donne a farne parte e che la costruzione del mondo che verrà non sia solo specchio di una visione maschile.

“Ti amo forte e debole compagna, che qualche volta impara e a volte insegna”.

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