Per chi non è veronese, autoctono, l’immenso panorama delle tradizioni e della cultura scaligera è difficile da comprendere. Ricordando i miei primi anni a Verona, non posso non pensare a quanto strane suonassero alle mie orecchie le parole “Bacanal del Gnoco” oppure “Tocatì”. Ora, sì, conosco bene anche io questi due immancabili momenti di festa, ma le tradizioni veronesi sono tante, tante altre e non esiste un manuale per impararle tutte. O meglio: un manuale no, ma un sito internet sì. Si tratta de “La Rena Domila”, un enorme contenitore di cultura, aneddoti, poesie, foto, dizionari, proverbi, corsi di dialetto, ricette, completamente dedicato a Verona (e scritto in dialetto veronese).

A creare questo sito ci ha pensato Andrea Toffaletti: veronese «d.o.v. (di origine veronese)», informatico con un passato da grafico e da salumiere ma con l’animo da poeta e letterato che, nel 1999, ha deciso di dare vita a una pagina web per raccontare la storia e le tradizioni della città e riscattarla: «Quando vedevo in televisione che succedeva qualcosa veniva data colpa a qualche frangia di veronesi di estrema destra e quindi la gente si chiedeva: ma sono tutti così i veronesi? E per dimostrare che non siamo così ho tirato fuori tutta la storia della città» ci ha raccontato Andrea.

Il nome vero e proprio del sito, però, è arrivato nell’anno successivo: «Ho chiuso il sito a fine 1999 e l’ho riaperto a gennaio del 2000 ed è da dove sono partito. “La rena” sta a indicare l’anfiteatro romano, come lo chiamiamo in dialetto veronese, mentre “domila” è l’anno di nascita (in realtà, è anche un po’ per prendere per i fondelli certi settimanali, ride, ndr)».

A tenere aggiornato il collettaneo di contenuti sul sito è, da sempre, lo stesso Andrea, che si fa carico di gran parte del lavoro per amore dei suoi lettori: «Inizialmente ero da solo. Mio fratello ha sempre fatto le foto (ad esempio abbiamo circa 30mila foto della Lessinia in tutte le stagioni). Nel tempo siamo arrivati anche ad avere circa 20 collaboratori sparsi in tutto il mondo. Adesso, saltuariamente, dalla Spagna, da Londra e dal Brasile alcuni veronesi o veneti mandano qualche articolo, curiosità. Tanto che l’anno scorso il 51% dei visitatori del sito veniva proprio dall’estero» ci spiega Andrea. Ma tenere in piedi un sito di quelle dimensioni non è semplice: «Ogni anno dico sempre: chi me lo fa fare? (ride, ndr) Però alla fine, quando arrivano le mail da parte dei veronesi all’estero, che mi chiedono di tenere duro, sento che devo tenere alta la bandiera. È un’avventura che va avanti».

E l’avventura, da piccolo sito amatoriale si è trasformato in qualcosa di inaspettato: «Dal 2006 mi sono ritrovato, senza saperlo, sul sito del MIBACT, che ha segnalato “La Rena Domila” come sito di promozione culturale, nella categoria Beni immateriali della tradizione e del folklore» ci dice orgoglioso Andrea, che tra un libro di poesie e l’altro («il prossimo mese esce il mio quinto libro di poesie dedicate alla Lessinia», ci confessa), sta anche organizzando un appuntamento imperdibile che vede sfidarsi i veronesi più agguerriti: il “23^ Canpionato del mondo de le Tradissioni Veronesi”. Il “Canpionato” prevede «diverse squadre composte da una a sei persone (a volte ci sono intere famiglie che si iscrivono). Il gioco prevede tre turni da sei domande l’uno divise in 10 categorie tra cui: storia, tradizione, cultura, cruciverba, anagrammi, parole in disuso, foto vecchie, dipinti. Al momento sono iscritte 13 squadre, di cui tre dall’estero» spiega Andrea.

Ma quindi, in conclusione, cosa serve per essere un “vero veronese d.o.v.”?: «Devi essere un “veronese tuto mato”, cioè quello che fa il matto per allegria e divertimento, ma che se hai bisogno di una mano si fa in mille pezzi. E poi…serve amare questa città».

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