Elisa Benassi

Un metodo di accompagnamento della gravidanza che si realizza attraverso l’uso della voce e la gestualità corporea dolce del canto. È questa la definizione del Canto Prenatale®, una disciplina nata in Francia negli anni ‘70 del ‘900 dalla volontà di Marie-Louise Aucher, cantante, appassionata ricercatrice e fondatrice della Psicofonia. Successivamente, dagli anni 2000, all’interno del Collegio di Psicofonia M.L. Aucher, Elisa Benassi, ostetrica, musicologa e musicoterapeuta, ha fornito le indicazioni scientifiche per dare struttura alle sedute di Canto Prenatale® tenendo conto dello sviluppo della gravidanza nelle sue particolari fasi.

Oggi sono diversi gli insegnanti abilitati a effettuare incontri in Canto Prenatale®. Tra loro anche Marta Montagna, veronese, che nel suo studio di Quinto di Valpantena accoglie le future mamme e i loro bambini. La passione del canto, trasmessa dal padre, la accompagna da sempre. Dopo aver beneficiato in prima persona del Canto Prenatale® durante le sue gravidanze, ha proseguito la formazione con Elisa Benassi, certa che il beneficio provato potesse giovare a tante altre donne che si prestavano a vivere un percorso magico e totalizzante com’è quello della nascita di un figlio.

Marta Montagna

«Quello che faccio con le mamme è principalmente cantare – racconta Montagna – aiutandole a coinvolgere il loro corpo nel canto. Lo facciamo attraverso vocalizzi o canzoni vere e proprie. I benefici sono tantissimi, sia per la mamma che per il bambino: cantare scioglie le tensioni, scarica emozioni in eccesso ed equilibra il tono fisico, permettendo alla mamma di vivere in modo armonico la gravidanza e i cambiamenti del corpo che l’attesa di un figlio porta con sé. Il Canto Prenatale® – aggiunge Montagna – mira inoltre allo sviluppo neuroaffettivo del bambino e permette di sviluppare precocemente la relazione profonda con il proprio bimbo, attraverso l’ascolto del corpo e della voce durante il canto».

La voce della mamma, d’altronde, è stimolo essenziale durante la garvidanza, una percezione che giunge al bambino inizialmente come vibrazione e successivamente per via uditiva. Uno strumento di sviluppo potentissimo. «Nel Canto Prenatale® – conclude Montagna – non sono richieste competenze artistiche o canore: è un viaggio alla scoperta della propria voce e del proprio corpo, un momento di condivisione con altre mamme o con il proprio compagno.». D’altronde i bambini non giudicheranno mai per la poca intonazione le voci che per prime, tra i suoni del mondo, potranno chiamare famiglia.

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