mini allevamento di capre

Due veronesi, Mattia Boscaini e Damiano Bonamini  hanno creato un mini-allevamento di capre a Badia Calavena.

Le capre svolgono un’importante funzione di salvaguardia del territorio e producono un tipo di latte che non causa intolleranze come , invece,  capita con i derivanti dall’assunzione di latte vaccino.

di Ingrid Sommacampagna

CAMBIARE VITA si può. Per esempio, ritornando a quelle attività agricole che prevedono il contatto diretto con gli animali, come l’allevamento estensivo di capre. È un progetto che valorizza il territorio, lavorando in maniera sostenibile e rispettando gli animali quello realizzato da Mattia, operaio di giorno, e Damiano, pizzaiolo la sera.

Sognano, perfino, che diventi la loro prima occupazione. La stalla – “prestata” a titolo gratuito da una coppia di anziani – ha vicino un pascolo recintato da reti elettriche, dove le dieci capre domestiche, che comprendono la Bionda dell’Adamello (italiana) e la Camosciata delle Alpi (svizzera), passano le giornate.

LE CAPRE SONO ANIMALI utili per le pulizia di boschi e argini, infatti, eliminano piante infestanti e arbusti, nutrendosi di germogli, rami, frumento e fieno. Sono, inoltre, docili, forti ed adattabili a varie condizioni climatiche.

«Il latte di capra è meno grasso e non dà intolleranze, perché è simile, per composizione, al latte umano. Si ricavano formaggi che hanno una stagionatura di massimo tre mesi. Noi produciamo robiole, caciotte e ricotte; inoltre, ho provato a fare un Montasio e un ‘crosta fiorita’, con buoni risultati», spiega Mattia, che a febbraio ha ottenuto un certificato all’Accademia Internazionale dell’Arte Casearia di Treviso.

«Abbiamo deciso di comprare pochi esemplari alla volta per fare esperienza. In futuro vorremmo creare una fattoria didattica, ma ora puntiamo alla produzione di formaggi, e tra due anni, anche di affettati di capra. Serve impegno e pazienza, perché i risultati arriveranno con il tempo, e dobbiamo essere anche imprenditori di noi stessi, puntando alla qualità», conclude Damiano, che ha lavorato in Australia, nel 2013, in una fattoria con 10mila capre selvatiche.

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