Valeria Albanese

Poca documentazione e informazioni errate arrivano dal Sud-est asiatico, ma agli occhi dei navigatori virtuali i video che si possono trovare sul web stimolano indignazione e orrore. A Lavool, un villaggio nello Stato del Maharashtra, alcune scimmie sembrerebbero aver rapito centinaia di cuccioli di cane per poi lanciarli a morte nel vuoto dall’alto di alberi o edifici. Una guerra che sarebbe scaturita in seguito a un attacco mortale da parte di cani randagi a un cucciolo di scimmia.

Eppure, parlare di vendetta è errato, perché significherebbe antropomorfizzare il comportamento degli animali e la cifra così alta di cani deceduti sembra bizzarra, soprattutto se imputata a due sole scimmie (come riportato dai giornali). Questo elevato numero di cani uccisi potrebbe, invece, essersi consumato in più mesi, anche se non ci sono abbastanza dettagli per approfondire la vicenda.

«Si tratta di una questione delicata e anche difficile da comprendere per chi come noi non vive in luoghi dove le scimmie girano normalmente nella città, e nel Sud-est asiatico questi animali fanno parte di quei luoghi e sono abituate a vivere con l’uomo e altri animali domestici. – spiega Valeria Albanese, primatologa di Torino che lavora per la Lav di Semproniano – Il problema sussiste quando l’uomo inizia a creare un legame, anche solo lasciando del cibo a loro disposizione o invadendo i loro luoghi, generando una convivenza complicata. Per questo caso sono restia a credere che si tratti di vendetta, perché i primati non provano rancore e se venissero attaccati da un predatore, sarebbero portati a contraccambiare nell’immediato e ad averne paura di lì in poi, ma sicuramente non rimuginerebbero su un’eventuale vendetta. In questo caso credo sia successo questo: uno di loro ha deciso di prendere uno dei cuccioli di cane per gioco e questo comportamento si è poi diffuso tra i primati di quella specifica comunità di quella zona. Bisogna capire se i numeri sono reali o ingigantiti, visti i conflitti tra questi popoli e le scimmie, che sicuramente sono sovrastimati per ricevere più interesse da parte delle autorità. Anche in merito al “lanciarli da grandi altezze” temo fosse semplicemente per il fatto che si fossero “stufati” di quel gioco e quindi li lasciassero cadere dal punto in cui si trovavano».

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