Sorgerà a Badia Calavena il primo centro di pet therapy della Lessinia in cui cani, asini, cavalli, capre tibetane, pesci e volatili affiancheranno i professionisti della salute nel curare alcune patologie

Cavalli, asini, capre tibetane, cani, pesci e piccoli volatili… in camice bianco. Opportunamente addestrato, questo team di animali lavorerà al fianco dei professionisti della salute per aiutarli a curare dal punto di vista fisico e mentale, oltre che educativo e motivazionale, alcune tipologie di pazienti. È la natura che, come spesso accade, viene in soccorso dell’uomo. E proprio sulle potenzialità e sui benefici che l’interazione uomo-animale possono avere in campo medico e psicologico scommette Il diamante della valle, la cui traduzione in cimbro Golt ume tale completa il logo: un’associazione fondata a maggio dello scorso anno e accreditata in agosto come onlus che è composta da un gruppo eterogeneo, quanto a età ed esperienze lavorative pregresse, di professionisti.
La sfida è interessante: far nascere in località Gonci, a Badia Calavena, il primo centro della Lessinia tra le cui mura sarà possibile praticare la pet therapy. Il progetto è già sulla carta e, anticipa Lorenzo Maimeri illustrandone i dettagli, «è ambizioso nei costi di realizzazione e nella gestione, ma permetterà di incrementare i servizi di assistenza alla persona nei territori della Lessinia e della Val d’Illasi». Il traguardo da raggiungere per il completamento della struttura supera i 3 milioni e mezzo di euro per raccogliere i quali, spiega, «siamo alla ricerca di finanziamenti europei e cerchiamo di coinvolgere imprenditori e sponsor, alcuni dei quali hanno deciso di sostenere il progetto donandoci i materiali per la costruzione dell’edificio». Il terreno sul quale verranno posate le fondamenta del centro, un’area pianeggiante di fondovalle di oltre 6 mila metri quadrati lungo la strada provinciale 10 che collega Badia Calavena a Sant’Andrea, è stato concesso a titolo gratuito dalla famiglia di Adriano Anselmi. Dal punto di vista burocratico l’associazione ha già richiesto e ottenuto le autorizzazioni necessarie alla costruzione, dalla variante al piano alla concessione urbanistica, e la struttura è stata inserita nel piano di zona dell’Ulss 20.
Immersa nel verde e con vista panoramica sulle colline, «la struttura sarà in legno e vetro con basamenti in pietra e copertura in lamiera brunita per favorire l’integrazione con l’ambiente naturale circostante» prosegue Giorgio Tessari, architetto che ha firmato il progetto del centro e ne spiega le caratteristiche grazie a simulazioni grafiche d’effetto. Si tratta di una struttura prefabbricata, per il montaggio della quale saranno necessari circa otto mesi: un’opera di 1.933 metri quadrati, che diventeranno 2 mila 300 se si considera «il piano rialzato destinato agli studi medici e alle camere per i pazienti che arrivano da lontano e devono fermarsi più a lungo» chiarisce. Gli spazi interni sono stati pensati a misura di pazienti e animali. All’ippoterapia e alla pet therapy sono destinati due padiglioni ben distinti tra loro grazie ad accorgimenti strutturali per la salvaguardia del benessere animale con box, selleria, fienile, stanza per il veterinario, spazi all’aperto. Per gli utenti e gli operatori sono previsti invece ambulatori e sale visita, un punto di prima accoglienza, un’aula per la didattica attrezzata con strumenti multimediali, spogliatoi, infine una confortevole zona ristoro attrezzata di bar e cucina con affaccio su un giardino di 3 mila metri quadrati.
Tutto è stato pensato, insomma, per rendere agevole e soprattutto efficace l’interazione tra il paziente e l’animale. A usufruire dei servizi, elenca il presidente della onlus Antonio Soffiati, «saranno sia minori che adulti con un approccio diverso a seconda della patologia riscontrata: dai deficit motori, visivi e uditivi all’autismo, ai disturbi dell’attenzione, alle malattie terminali e di Parkinson, fino alla sindrome di down». Attraverso la pet therapy, conclude, si cercherà di raggiungere «benefici di tipo fisico, nel miglioramento delle abilità motorie in caso di difficoltà di deambulazione e movimento; di salute mentale, con il recupero delle interazioni interpersonali verbali e non; di tipo educativo e motivazionale nella stimolazione della socializzazione con attività di gruppo». Questo grazie a una equipe di professionisti operativi, al fianco degli animali, nella struttura: una ventina tra medico, terapista della riabilitazione, educatore, etologo, veterinario, psicologo, operatore socio sanitario e infermiere ai quali si aggiungeranno anche soggetti svantaggiati appartenenti a cooperative sociali che verranno coinvolti nella gestione operativa della struttura.