zecca

Sia i prati che le aree boschive ne sono invase e rappresentano un pericolo sia per i nostri animali domestici che per noi stessi. Le zecche sono arrivate in anticipo ad infestare campi e boschi per colpa del caldo scoppiato fuori stagione, ma anche per altri fattori: i campi non sono più curati e gli animali selvatici, che ne sono portatori, avvicinandosi anche alle zone urbane ne causano un ripopolamento.

Ci sono diversi tipi di zecche, ma in Europa la più comune è l’Ixodes ricinus, che si nutre del nostro sangue e trasmette nell’uomo infezioni locali (più o meno gravi), fino a zoonosi come la malattia di Lyme che causa alterazioni neurologiche, cardiache o articolari, la meningoencefalite Tbe, la rickettiosi e la tularemia. Nei cani invece la babesiosi, che è fulminante. Inoltre, essendo il parassita a contatto continuo con il terreno potrebbe veicolare con il suo morso le spore del tetano.

Spesso non le vediamo nel nostro corpo perché da piccole sembrano piccoli nei sporgenti, di colore marrone scuro e una volta adulte, piene di sangue, sono lunghe fino ad un centimetro. Purtroppo la loro puntura non si avverte nell’immediato, perché con il rostro (apparato boccale) ci iniettano un anestetico e la si noterà solamente nel momento in cui comparirà un arrossamento circolare.

Come rimuoverla?

Andrebbe tolta il più precocemente possibile, perché l’estrazione potrebbe poi risultare pericolosa e difficoltosa. Va evitato il «fai da te» ed è sempre meglio rivolgersi al Pronto soccorso oppure, se si è impossibilitati, usare una pinzetta appoggiandola il più possibile vicino alla pelle, fare un movimento di rotazione, senza schiacciarne il corpo, perché potrebbe inocularci i batteri contenuti nel suo stomaco. Se per sbaglio si strappa il rostro (lo si nota perché è un puntino nero che resta al centro del morso) va rimosso con un ago o tramite un’incisione cutanea. La pelle andrà poi disinfettata e somministrata la profilassi antitetanica. Mai utilizzare alcol o ammoniaca o bruciarla, perché rigurgiterebbe nel nostro sangue agenti patogeni pericolosi. Per 30-40 giorni bisognerà controllare la zona del morso. La terapia antibiotica sarà poi prescritta da un medico insieme alla vaccinazione antitetanica.

Quali accorgimenti adottare?

Gli abiti di colore chiaro ci fanno identificare meglio le zecche, e quelli a maniche e pantaloni lunghi sono davvero consigliati, comprese calzature alte e chiuse sulle caviglie, calzettoni fino al ginocchio. Va evitato il contatto con la vegetazione alta e una volta rientrati va controllato accuratamente il proprio corpo, senza trascurare il cuoio capelluto. Anche ai nostri amici pelosi va verificata la cute, proteggendoli preventivamente con antiparassitari appositi.

banner-gif
Articolo precedenteVacanze in città: la guida (quasi) completa
Articolo successivoAlessandro Beverari, un talento veronese a Tokyo