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Andare in vacanza con il proprio cane, gatto o altro piccolo amico a quattro zampe comporta una serie di accortezze e regole da seguire per fare in modo che il viaggio, e il tempo trascorso con loro in un ambiente diverso da quello casalingo, si svolga in maniera sicura e confortevole sia per gli animali sia per le persone con cui veniamo a contatto.

Innanzitutto, bisogna tener conto delle modalità di trasporto: in auto, con apposito trasportino o nel bagaglio bloccato da divisori, oppure su altri mezzi pubblici, con guinzaglio e museruola. Ricordiamo che esistono dei regolamenti regionali e comunali che riportano norme precise per chi porta con sé un animale e che, anche nel caso in cui quest’ultimo non sia di proprietà, si è comunque responsabili del suo controllo (Ordinanza Martini, 2013, ndr).

L’obbligo del guinzaglio vale anche al di fuori dei centri abitati e a maggior ragione lo deve essere nelle vicinanze di boschi o di bestiame al pascolo; se si va in montagna, per esempio, anche se l’animale ha un buon temperamento bisogna tenere in considerazione l’eventualità di una fuga improvvisa o di una corsa verso la selvaggina o verso altri escursionisti. Fondamentale, inoltre, raccogliere gli escrementi del proprio cane anche sui sentieri di montagna, in quanto veicolo di infezioni, soprattutto per mustelidi (come lontre, tassi e donnole) e altri cani. Osservare con attenzione i divieti: in alcune aree protette, infatti, è vietato introdursi a passeggio con il cane, anche se a guinzaglio, per tutelare la fauna selvatica e, al contempo, la sua incolumità in caso di aggressione da parte di altri animali: c’è in rischio, oltretutto, che il nostro amico possa contrarre malattie quali rabbia, morbo di Aujesky (trasmesso dal cinghiale), tubercolosi (nel caso si cibasse di carcasse) o cimurro.

Altro accorgimento da seguire è avere sempre con sé delle riserve d’acqua per far fronte, sia al mare sia in montagna, a possibili colpi di calore; prima di affrontare dei percorsi a piedi (evitando sempre le ore più calde) è molto importante valutare il livello di difficoltà del percorso, la lunghezza, il dislivello, le condizioni meteo e la distanza dal primo rifugio disponibile. Meglio essere provvisti del libretto sanitario, qualora dovesse essere richiesto in spiagge private dog friendly o se ci si reca all’estero.

Come gestire un colpo di calore

Se il nostro amico manifesta sintomi quali iperventilazione e/o salivazione bisogna condurlo quanto prima in un luogo fresco e ventilato, facendolo bere pian piano e consultando un veterinario. È necessario, inoltre, rinfrescare il corpo del cane con dei panni bagnati, senza lasciarglieli addosso ed evitando di gettargli dell’acqua in modo diretto, perché rischierebbe uno shock termico. Il nostro compagno a quattro zampe deve rimanere a riposo per un paio di giorni ed essere visitato da un veterinario, per escludere eventuali complicazioni agli organi interni.

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