cani e gatti

Dovremmo scrivere un libro per cercare di spiegare tutti i comportamenti di cani e gatti. Diverse teorie e ricerche sono state sviluppate negli anni per trovare il significato di alcuni gesti che mettono in atto davanti a noi, come il ruotare la testa dei cani o l’uso delle vibrisse nei gatti.

Si pensa che i cani muovano la testa di lato, mentre gli parliamo, sia per sentire meglio, ma anche «perché spinti dalla curiosità, soprattutto i cuccioli, quando per esempio sentono un rumore mai udito prima e cercano di capire di cosa si tratti. Il cane, quando piega la testa, lo fa chiedendosi “che cos’è” in maniera giocosa. Ci sono tanti video sui social e anche sul mio profilo Instagram con la mia Margot, vedere per credere», spiega Lorenzo Fois, istruttore cinofilo e operatore Pet Therapy di Peschiera del Garda.

Alcuni studi sostengono che all’abbaiare di un altro cane, se l’animale non riesce a vederlo fisicamente, piega la testa per cercare di capire dove potrebbe essere e se non lo individua va in confusione reagendo in difesa, abbaiando. Sappiamo poi che i cani riescono a riconoscere alcune parole, quindi per altri studiosi piegano la testa per capirle meglio, associandole poi ad un’azione che avrà luogo a breve, come «passeggiata» o «pappa». Altri ancora sostengono che il movimento della testa dipenda dalla lunghezza del muso del cane perché la forma allungata del muso di certe razze impedirebbe loro di vedere l’oggetto o la persona diritta davanti a loro, quindi la piegherebbero per osservare meglio la nostra bocca o capire da dove proviene il suono. Per i cani dotati, invece, di orecchie lunghe, piegarsi di lato consentirebbe loro di aprire meglio il canale uditivo focalizzandosi sul suono.

Per quanto riguarda il gatto, è un animale che ha un udito infallibile e sa selezionare i suoni che per lui sono più interessanti. Nel caso del gatto, l’udito, le vibrisse e il tatto possono sostituire anche la vista. «Il gatto ci ascolta in tanti modi diversi: con le orecchie, le vibrisse, i gommini e anche attraverso le sensazioni, ad esempio, quando una donna è incinta il gatto lo sa, dorme sulla pancia oppure vi appoggia il muso o una zampa. – spiega Simone Pasetto, titolare di Cat-sitter Verona – Quando parliamo con lui, lo sa, ma magari non è interessato a guardarci, quindi muove le orecchie o solo una di esse. Grazie alle vibrisse sente lo spazio e il movimento nell’aria, e ci comunica il suo stato d’animo attraverso la coda, il pelo o le impronte lasciate. Il gatto ci ascolta tanto, riconosce il suo nome, ma gli piace fare il superiore».

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