Durante una camminata in montagna, in campagna o un viaggio verso mete straniere bisogna ricordarsi di rispettare la biodiversità di tali luoghi. Dobbiamo partire dal presupposto che siamo tutti ospiti di un pianeta ricco ma in seria difficoltà, dove guerre, cambiamenti climatici e inquinamento ne mettono a dura prova la sopravvivenza.

Le recenti notizie arrivate dalla Norvegia fanno riflettere. Freya, tricheco femmina di cinque anni, battezzata dai locali con il nome della dea norrena, aveva cominciato a salire su barche e gommoni nel porto della capitale per godersi i raggi del sole. Giocosa e curiosa, le sue zanne attiravano i turisti e giorno dopo giorno la folla aumentava per vederla, rincorrerla, assaltarla con urla, foto e video, causandone un forte stress. La decisione delle autorità di Oslo è stata una sola e immediata: sopprimerla.

Oltre a Freya, alle isole Svalbard, sempre in Norvegia, un orso polare avvicinatosi a un campo tenda alla ricerca di cibo è stato cacciato a colpi di fucile, che lo hanno dissanguato uccidendolo, per aver ferito una turista francese. D’altro canto i cambiamenti climatici stanno mettendo a dura prova la loro vita. Gli orsi, magri e denutriti, nuotano alla ricerca di cibo con spostamenti sempre più frequenti in mare aperto e poca banchisa per riposare.

Anche toccare a tutti i costi i cuccioli di capriolo, daino o cervo, apparentemente abbandonati, può causare terribili conseguenze: il nostro odore resterà su di essi e la madre non li riconoscerà più. Le volpi, invece, vengono investite a bordo strada mentre aspettano che qualcuno dia loro del cibo perché così abituate da passanti o turisti; una routine che andranno anche a trasmettere alla prole, perché diventate dipendenti dal cibo antropico, che ne aumenta lo stress e ne causa malattie. E purtroppo, nei periodi di basso afflusso turistico, potranno perire perché viene meno la loro inclinazione a procacciarsi il cibo in natura.

Freya e tutte le altre vittime dell’egoismo umano lanciano così un grande messaggio: ha mostrato ciò che la natura dona. Se rispettarla sarebbe stato il gesto più giusto da parte della popolazione, sopprimerla è stato invece un gesto di potere e controllo. Gli animali, vittime inconsapevoli di una follia collettiva e di un sconvolgimento degli schemi naturali, continuano a fidarsi di noi, ma a quale prezzo?

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