akita inu

“Beethoven”, “La Carica dei 101”, “Hachiko”, “The Artist”, “Game of Thrones”, e chissà quanti altri film hanno fatto diventare di moda determinate razze canine accrescendone la richiesta da parte dello spettatore. Acquisti compulsivi senza una previa riflessione e conoscenza che hanno portato, come segnalato da associazioni e da allevatori professionali.

«Abbiamo la necessità di provare a fermare, facendo della sana informazione, questo drammatico fenomeno a cui stiamo assistendo dopo l’uscita del film “Hachiko”; infatti, da undici anni combattiamo incessantemente contro maltrattamenti, abbandoni, situazioni di ingestibilità dei cani, condannati a vivere nei box e rinunce di proprietà. – spiega Ileana Pennati, presidente di Akita Rescue Onlus – Siamo l’unica associazione su tutto il territorio nazionale ad occuparci specificatamente ed esclusivamente della razza Akita Inu, sia giapponesi che americani, e infatti, ogni giorno il telefono squilla, ricevendo chiamate sia da proprietari in difficoltà economiche, che non possono più provvedere a cure indispensabili per il loro cane, o da colleghi volontari che si ritrovano cuccioli e non, meticci, nei rifugi e nelle strade, in particolare in Calabria, Basilicata e Sicilia, collaborando anche con Albania e Turchia».

Sono diverse le attività culturali e di informazione svolte da quest’ultima, per diffondere la conoscenza nelle persone di questa razza, ai fini di prevenire tutte quelle situazioni spiacevoli e dare sostegno e consigli attraverso banchetti solidali e convegni. «Deve passare il messaggio che una razza per essere scelta va conosciuta e che ci deve essere compatibilità tra l’indole del cane, l’esperienza del proprietario e il contesto di vita. Non si deve scegliere un cane perché è bello, ma quello che fa per noi, rivolgendosi a un allevatore professionista che resti un punto di riferimento per tutte le fasi di crescita del cane», conclude Ileana, che con l’Onlus collabora anche con le autorità locali e le Asl veterinarie, occupandosi anche delle adozioni, dopo un determinato percorso di addestramento.

«Un allevamento serio e professionale ti darà un cucciolo parzialmente educato e selezionato a vivere in una determinata famiglia, anch’essa vagliata, ma da parte del primo si dovrebbe avere maggior scrupolo e non la smania di venderlo a qualsiasi persona, perché l’Akita non è gestibile da tutti. – conclude l’allevamento Hanamichi Sakuragi No Kensha di Brescia – Questo cane è fiero e forte, e un carattere del genere in un corpo di media grandezza lo rende pericoloso se non gestito bene, quindi se avvengono ritorni nei canili è perché le persone non si affidano ad allevatori seri e li comprano dal mercato dell’Est Europa pagandoli a un decimo del loro prezzo effettivo; inoltre, da lì arrivano cuccioli senza pedigree e senza selezione caratteriale e morfologica, strappati dalle madri, mancando loro l’affetto materno. Servono leggi severe e cultura, perché solo chi ha la passione per questa razza e per i suoi occhi fieri può accedere al suo mondo».

Per info:

akitarescue.tesseramenti@gmail.com

Whatsapp al 3478642617

Pagina Facebook: Akita Rescue Onlus

Sito dell’allevamento: akitainubrescia.com

banner-gif
Articolo precedenteMio figlio è migliore del tuo
Articolo successivoUn palco, tanti sogni: i Giovani di Casa Shakespeare campioni di street theatre