La processionaria del pino e della quercia è un lepidottero dall'apparente aspetto innocuo, che prende questo nome dalla peculiare abitudine di muoversi in fila, come in una processione. Da adulta si trasforma in falena, ma nello stadio larvale è pericolosa per gli esseri umani e letale per gli animali.

Angolo pet, la primavera e tutti i suoi pericoli.

La processionaria del pino e della quercia è un lepidottero dall’apparente aspetto innocuo, che prende questo nome dalla peculiare abitudine di muoversi in fila, come in una processione. Da adulta si trasforma in falena, ma nello stadio larvale è pericolosa per gli esseri umani e letale per gli animali.

di Ingrid Sommacampagna

LA STAGIONE DEI FIORI  porta con sé le file di processionaria (la cui disinfestazione è d’obbligo da decreto ministeriale), che causano gravi problemi al nostro cane. I bruchi, da marzo, scendono dalle piante camminando a terra, e, spesso, il nostro amico a quattro zampe, incuriosito, li tocca. I peli urticanti che gli insetti rilasciano nell’aria hanno una forma uncinata e si ”agganciano” alla vittima causano reazioni alle mucose, alle congiuntive e alle vie respiratorie. Il cane comincia a salivare intensamente per via dell’infiammazione che colpisce la bocca, la lingua, l’esofago e lo stomaco. Si arriva persino alla necrosi, che interessa la parte di mucosa che è venuta a contatto con i peli urticanti, con la conseguente perdita della lingua o di alcune porzioni di essa. Il cane diventa depresso, inappetente e presenta spesso febbre, vomito e anche diarrea. La prima cosa da fare è rimuovere i peli residui lavando la bocca dell’animale con acqua e bicarbonato, armandosi di guanti di lattice. Gli effetti sulle persone possono essere gravi nei soggetti più sensibili, con reazioni epidermiche, allergiche o infiammatorie, che diventano gravi se vi è stata inalazione.

«MI ARRIVANO circa tre casi all’anno ed è sempre un evento drammatico perché la necrosi della lingua, a causa dell’infiammazione con conseguenti trombi nelle vene del piccolo circolo, comporta il suo distacco o asporto chirurgico. Il cane va ricoverato, seguendo una terapia endovenosa, con farmaci antinfiammatori a base di cortisone, antistaminici e antibiotici per evitare l’infezione secondaria. Non abbiamo molte armi, bisogna essere rapidi e il risultato dipende dal temperamento dell’animale e dalla veemenza del contatto. Un cane che ho avuto in cura quindici anni fa si adattò a suggere l’acqua. Per prevenire, consiglio di accertarsi se sugli alberi ci sono nidi che sembrano zucchero filato (tipico aspetto delle “case”delle processionarie, nedr), una volta scovati, prendere il guinzaglio e tornare indietro», spiega Cesare Lerco, medico veterinario dell’Ambulatorio Veterinario Illasi.