Chiara Santi nella tenuta dove lavora con il suo progetto Panta Rei, a Illasi. I cavalli compongono un branco libero in un contesto dal panorama mozzafiato
Chiara Santi nella tenuta dove lavora con il suo progetto Panta Rei, a Illasi. I cavalli compongono un branco libero in un contesto dal panorama mozzafiato

Il cavallo ha tanto da insegnarci. Nelle ere ha imparato a sopravvivere grazie alle capacità cognitive di cui è dotato e alla flessibilità comportamentale che gli permette di gestire relazioni sociali complesse con specie differenti, come l’uomo. Da queste scaturiscono emozioni che generano l’empatia, data soprattutto dal linguaggio non verbale, che permettono loro di essere impiegati in interventi assistiti o in percorsi come EQUI-librio, parte del progetto “Panta Rei – Cavalli, Anima, Emozioni”, creato da Chiara Santi e sviluppato tre anni fa nella Tenuta San Felice di Illasi. Il percorso prevede quattro tappe ed è volto a promuovere la scoperta di se stessi attraverso le emozioni, risolvendo problematiche interiori per poi gestire le relazioni altrui.

«A 6 anni mio papà mi portò nel maneggio di un suo amico e fu amore a prima vista con un Frisone; – racconta Chiara – da lì ho continuato la mia passione, praticando salto ad ostacoli, equitazione classica all’inglese, ma dopo una brutta caduta mi sono bloccata a livello emotivo. Mi sono allontanata da tutto il mondo dei cavalli per più di dieci anni. Una volta incinta del terzo figlio, accadde la svolta in un agriturismo, dove vedendo i cavalli dissi: “Quando il mio bimbo sarà in grado di stare senza di me per un po’ di tempo io tornerò da loro”, e così è stato. Dopo essermi formata all’Accademia Raidho Healing Horses di Toscolano Maderno, nel 2017, ho cambiato la mia vita».

Chiara e i cavalli accompagnano le persone in un percorso personalizzato a più tappe per acquisire consapevolezza e sicurezza dei propri talenti: «Se non c’è equilibrio in noi non possiamo diventare leader di sé e degli altri, ancor meno dei cavalli, e se non siamo completamente connessi, l’animale non risponderà ai comandi perché quando si ha paura di ciò che non si conosce non si è pronti a sfidare se stessi e lui lo sente. – continua Chiara – Le tappe sono quattro: Terra, per ritrovare il proprio radicamento e non essere continuamente sballottati dalla vita, dagli eventi e dalle emozioni; Acqua, racchiude le emozioni, di cui non possiamo farne a meno e non vanno oppresse altrimenti diventano come un cavallo indomabile. Fuoco è vivere la vita con passione, come me, che ho abbandonato tutte le certezze e mi sono messa in gioco, trovando il mio equilibrio e armonia. Aria è comunicare agli altri ciò che sentiamo e ciò che siamo, spesso avviene senza spiegazione e senza verbalizzare e in questo i cavalli sono maestri. Il mio intento è di far prendere in mano le redini della propria vita rispettando l’analogia con i cavalli, per una crescita interiore che va dal corpo alle emozioni verso qualcosa di spirituale», conclude Chiara, che sa di aver intrapreso un progetto impegnativo, che forse un giorno potrà diventare un seminario o un’accademia.

Il percorso è consigliato agli adulti, dai vent’anni in su, può essere fatto da terra senza competenze equestri e può durare dai due ai sei mesi, ma è soggettivo. Il cavallo è pura emozione e istinto e cerca la guida, diventando a tutti gli effetti un mediatore relazionale che crea reciproca influenza in un legame emozionante fortemente connesso.

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