Per alcuni è una pratica innaturale per altri, al contrario, è un atto ingiusto lasciare delle creature girovagare per le strade alla ricerca di amore e cibo, destinandoli a morte sicura.

È indispensabile fare una distinzione tra castrazione e sterilizzazione. La prima consiste nella rimozione delle gonadi femminili e maschili, ossia ovaie e testicoli; nella sterilizzizazione, invece, il funicolo spermatico del maschio e le ovaie della femmina vengono tagliate, cauterizzate o legate, senza modificare il sistema endocrino e il desiderio dell’accoppiamento. Per i felini bisogna intervenire ai sei mesi di vita, prima dell’arrivo dell’estro o calore amoroso nelle femmine e nella pubertà nei maschi, anche se in questi si può intervenire entro i 12 mesi; nelle colonie feline, invece, si interviene precocemente a 8 o a 14 settimane di vita. Per capire se la gatta è pronta, anche se non si conosce la sua età, basta osservare il suo cambio d’atteggiamento: miagolio insistente, coda alta e dritta, strusciamento frequente sulle gambe e sui mobili e postura da accoppiamento ogni volta che le viene toccata la schiena. Inoltre, se i canini sono caduti bisogna correre: è pronta! Sterilizzare un gatto significa prolungargli la vita prevenendo cucciolate indesiderate, favorendo il disinteresse nella lotta, riducendo la possibilità di contrarre o diffondere malattie sessualmente trasmissibili, si limita il randagismo, il gatto è più sedentario e si allontana meno da casa perché l’assenza di ormoni non lo spingono a cercare un partner. Inoltre, la femmina, non andando più in calore, incorre meno nel rischio di tumori alle ghiandole mammarie. Tuttavia, con la castrazione, l’appetito dei felini aumenta del 20-25% e il loro dispendio energetico si riduce del 30%, incorrendo, dunque, nel rischio di obesità, diabete e malattie articolari.

La dottoressa Matteocci

«La sterilizzazione del cane è una pratica medico veterinaria che causa un’infertilità permanente attraverso la rimozione chirurgica delle gonadi (testicoli e ovaie) oppure un’infertilità temporanea attraverso l’applicazione di un impianto sottocutaneo che rilascia lentamente un principio attivo che sopprime la riproduzione. È opinione diffusa che la castrazione o la sterilizzazione modifichi il carattere di un cane, non è così! Ciò che si modifica è il pool di comportamento legato alle variazioni ormonali: nel maschio fuga, agitazione, aggressività e perdita di appetito in presenza di femmine in estro, nelle femmine in calore fuga ed eliminazioni frequenti per lasciare il proprio odore. La sterilizzazione del cane viene spesso consigliata dai medici veterinari per prevenire malattie come il carcinoma mammario, l’ingrossamento prostatico, le ernie perineali e i tumori testicolari o per modificare comportamenti sessuali spiacevoli come la marcatura urinaria in casa o il randagismo canino. Tuttavia la gonadectomia non è priva di conseguenze negative per la salute fisica e psicologica del cane: può portare all’obesità, all’incontinenza urinaria nelle femmine, ai tumori osteoarticolari; a livello comportamentale può indurre un aggravamento di comportamenti aggressivi legati a paura o insicurezza», spiega la Dr.ssa Cristiana Matteocci, Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale FNOVI, Istruttore Riabilitatore FICSS. 

Una gattina con gli occhi a palla per effetto dell’anestesia

Spesso in ambito clinico la sterilizzazione viene consigliata per risolvere comportamenti aggressivi verso la famiglia o verso le persone estranee o altri cani. «Gli studi scientifici ci suggeriscono di fare molta attenzione al riguardo: se è vero che la castrazione del cane maschio riduce l’attività di monta, le marcature urinarie e le fughe (non in tutti i soggetti), è stato dimostrato che il testosterone ha la capacità di modulare l’umore e protegge il cane insicuro. La maggior parte dei comportamenti di aggressività in casa sono legati a insicurezza e paura: castrare un cane che mostra aggressività in famiglia può renderlo ancora più insicuro e pauroso e la paura scatena un comportamento conservativo che spinge il cane a scappare (se può) o a lottare per allontanare lo stimolo fobogeno attraverso un comportamento di aggressività difensiva che può mettere in pericolo il sistema umano. In cagne aggressive la sterilizzazione determina un peggioramento dell’aggressività, viene quindi generalmente sconsigliata», continua, «Suggerisco ai colleghi e ai proprietari di ponderare sempre i pro e i contro della sterilizzazione e qualora questa sia presa in considerazione per risolvere una problematica comportamentale di riferire a un medico veterinario esperto in comportamento, che saprà valutare i benefici per l’aspetto psicologico del cane e indicare il piano terapeutico e comportamentale utile al caso, poiché il comportamento è influenzato dalla genetica, dall’ambiente e dall’apprendimento e solo in parte dagli ormoni», conclude la Dr.ssa Matteocci.

Con il cerotto dopo l’operazione

IL CONSIGLIO

Il giorno dell’operazione il felino dovrà essere a digiuno dalla mezzanotte e una volta recuperato dal veterinario sarà sicuramente in uno stato confusionale e nevrotico.  Una volta a casa, meglio lasciare aperta la gabbietta per farlo uscire quando se la sente; per sicurezza posizionare il tappetino assorbente vicino, con al seguito acqua e cibo. Dopo delle ore di sonno si riprenderà velocemente e dopo 10 giorni si rimuoveranno i punti.

Sterilizzare è la scelta giusta ma anche mettere il microchip è una decisione responsabile. Purtroppo assistiamo a furti di cuccioli o ad autisti che non soccorrono un animale ferito, quindi meglio prendere delle accortezze per preservare la vita ai nostri amati pelosi.

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