La Toxoplasmosi è una malattia parassitaria che spesso, se contratta da donne in gravidanza, può avere risvolti molto gravi in termini di salute anche per il nascituro, (ad esempio, un alterato sviluppo del sistema nervoso centrale). È importante la prevenzione: bastano alcuni semplici accorgimenti per poter convivere tranquillamente con il proprio micio.

Gatti, mamme e bambini. Spesso, si insidiano in noi paure derivanti dalla cattiva informazione o dai luoghi comuni, che ci portano a temere malattie trasmissibili anche solo sfiorando un animale. Una di queste è da sempre la toxoplasmosi, un’infezione di origine parassitaria.

Il Toxoplasma Gondii, ovvero il patogeno che ne è causa, si sviluppa nei tessuti muscolari, nervosi e intestinali del gatto, che può infettarsi ingerendo i veicoli del parassita come uccelli o ratti contagiati. Il gatto, che vive in un ambiente domestico e si alimenta soltanto con croccantini o cibi cotti, ha un rischio molto basso di espellere le oocisti infette con le feci. Il discorso cambia nel caso di un felino selvatico o un animale che, pur vivendo in casa, spesso fa delle incursioni in giardino.

Il gatto, infatti, è l’unico ospite all’interno del quale il Toxoplasma si riproduce, e può essere infetto senza però sviluppare la malattia. La forma del parassita espulsa dal gatto con le feci può sopravvivere nel suolo anche per più di un anno. Non è un caso che tra le principali fonti di infezioni (che assumono contorni gravi per la donna incinta) ci siano ortaggi, frutta fresca e verdure poco cotte ma anche carne di animali come polli e suini che possono essere stati a contatto diretto con il suolo contaminato.

La malattia risulta pericolosa solo quando è contratta in gravidanza. Se una gestante viene infettata, può trasmettere il parassita al feto causandone, in alcuni casi, l’aborto, oppure lesioni gravi. Se il toxo-test della donna, nelle prime otto settimane di gravidanza, è positivo potrebbe essere malata oppure immune perché potrebbe avere già sviluppato in passato l’infezione senza saperlo (eventualità possibile visto che spesso la malattia risulta asintomatica).

Le donne incinte sieronegative devono, invece, fare attenzione all’alimentazione e adottare alcune regole igieniche precise con il proprio gatto per evitare di venire a contatto con il parassita, ripetendo il toxo-test ogni mese e mezzo. Il problema della convivenza con il micio domestico è legato, quindi, solo alle sue feci. È consigliabile far pulire quotidianamente agli altri membri della famiglia la lettiera, usando sempre guanti usa e getta, e lavandosi le mani con sapone e acqua corrente. Il gatto non va fatto uscire e va nutrito con cibi secchi e ben cotti.