Api

Il 20 maggio è la Giornata mondiale delle api, celebrata in onore di Anton Janŝa, uno dei pionieri dell’apicoltura moderna e professore alla corte dell’imperatrice austriaca Maria Teresa nel ‘700. Oggi come non mai è di estrema importanza sensibilizzare sull’argomento per riflettere su come sia sempre più a rischio la loro sopravvivenza a causa di parassiti, malattie, cambiamenti climatici, impoverimento degli habitat naturali, specie aliene invasive, l’espansione urbanistica, l’industrializzazione dell’agricoltura, pesticidi, erbicidi e fungicidi.

«L’apicoltura è una passione più che un vero e proprio lavoro, iniziato grazie al vero maestro Lorenzo Maimeri. – spiega Mauro Ninci, falegname e operatore olistico, originario di Poggibonsi (SI), ma abitante di Badia Calavena da 23 anni. – Ad oggi sono pochi i professionisti a causa del cambiamento del clima che non consente più grandi risultati, poi l’inquinamento e i veleni che si usano sulla fioritura (spesso a orari proibiti) che sono sempre più letali. Inoltre, la monocultura della vigna, come qui in Val d’Illasi, fa assistere a un sopruso su tutto il resto delle coltivazioni. E non per ultima la concorrenza extra europea, complici anche le grandi marche che commerciano e rimettono sul mercato miele di dubbia qualità o addirittura dei surrogati».

Le api mellifere sono le più conosciute, ma esistono ventimila specie in tutto il mondo, a cui va donata «una maggiore sensibilizzazione creando occasioni per avvicinarsi a questo mondo affascinante, sia a livello locale, a partire dalle scuole, che a livello nazionale con eventi dedicati», conclude Ninci.

Nell’ottobre 2021 i vandali hanno distrutto con un estintore l’apiario didattico Lucio III di Lorenzo Maimeri, pensionato appassionato del mondo delle api come da tradizione di famiglia, in località Còsari sul Monte San Pietro, sopra Badia Calavena, ora sistemato grazie all’aiuto di più persone. «Da un piccolo porticato di accoglienza si passa alla sala di osservazione, dove possono starci dalle quindici alle venti persone, con una vetrata che dà su una fila di una ventina di alveari. I visitatori possono osservare le operazioni dell’apicoltore, che tira fuori i telai di miele opercolato e fa vedere che le creature non pungono se trattate bene, e dove nascono i fuchi. Poi nella sala centrale è presente un’arnia didattica, dove sui favi reali sono posizionate le foto a grandezza naturale delle api. Dalla sala osservazione c’è un’altra vetrata che dà sulla sala della smielatura dove a seconda della stagione l’apicoltore fa vedere il procedimento e appena esce dalla centrifuga lo fa assaggiare», spiega Maimeri, nato a Tregnago ma a Badia dal’76. Quest’ultimo, sotto la collina, ha altri venti alveari, che seguono il sentiero Lucio III che dal centro di Badia sale fino alla cima del colle, sede dell’abbazia benedettina che ha dato il nome al paese. Per accedervi si possono concordare le visite, a seconda della stagione.

CURIOSITÀ

Il miele è un alimento completo e prezioso che accresce il benessere generale dell’organismo grazie a proprietà energetiche, ricostituenti, dolcificanti, antibiotiche, antisettiche, calmanti, depurative e terapeutiche. La pappa reale, secreta dalle ghiandole delle api operaie, ha molte proprietà: è cicatrizzante e contrasta l’invecchiamento.

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