IN COPERTINA | La vita con te, visto che so chi sei 

Abbiamo messo come titolo una combinazione ardita, speriamo non troppo illegittima, dei due libri che hanno pubblicato a distanza di qualche settimana. Matteo Bussola per Einaudi (La vita fino a te), Paola Barbato per Piemme (Io so chi sei). Lui, caso letterario nel 2016 con Notti in bianco, baci a colazione, scrive odi sul quotidiano, sulla paternità, sull’amore. Nella stessa casa, a Verona, Paola, già ammiratissima sceneggiatrice di Dylan Dog, inventa romanzi pieni di sangue e tormenti. Ne fanno poche di interviste insieme un po’ «perché non ce lo chiedono», un po’ per «non diventare una premiata ditta».

A TU PER TU CON MATTEO BUSSOLA | «Se ti tieni al riparo, non ti fai male. Ma ti perdi anche tutto il resto»

Veronese, classe ’71, Matteo Bussola è un disegnatore di fumetti, uno scrittore, un architetto. Il suo primo libro Notti in bianco, baci a colazione lo consacra come autore. È gentile e potente nella scrittura e sui social. Racconta le piccole cose che sono però le più grandi. Disegna con le parole ciò che osserva nella sua quotidianità e fa cogliere al lettore, con semplicità disarmante, la profondità della vita. Appare subito chiaro ed essenziale ciò che conta e la bellezza che ne deriva. Il suo ultimo libro (La vita fino a te, Einaudi) parla di tutti gli amori e le persone propedeuticamente intercorse per arrivare «fino a Paola».

A TU PER TU CON PAOLA BARBATO | «La prossima volta che leggerete degli afflati del suo cuore, fatevi un giretto qui»

È ironica quasi come statuto permanente, Paola. Il compagno, Matteo Bussola, ha appena scritto un libro dedicato a lei, «la crepa che mi ha costretto a spostarmi dal mio sé», e Paola, sui social che amministra come praterie perfette per accorciare il suo rapporto con i lettori, racconta il lato quotidiano «del Bussola», come l’ha ribattezzato nella sua fraseologia personale, tra «faide per decidere chi pulisce il bagno», sonni improvvisi davanti ad un film e tre figlie da portare in piscina, senza deroghe. In mezzo c’è il suo lavoro, quella scrittura che «è viscerale per me». Sceneggiatrice indimenticata tra gli altri anche di Dylan Dog, «che potrebbe essere mio cugino», è una scrittrice «tranchant» e, va da sé, un’indagatrice dell’incubo. Ma è anche mamma di tre bambine «ciascuna in una fase di richiesta diversa», oltre che una «cagnara» convinta («se fosse per me, non ci saremmo fermati a tre cani»). Ama gli horror «ma mi terrorizzano» e così per mitigare la paura li guarda di pomeriggio, mentre stira.

SPECIALE TOCATì | La rivoluzione necessaria di Basaglia spiegata da Peppe Dell’Acqua

Sono passati 40 anni dall’approvazione della legge 180 che permise di superare la logica del manicomio. Tutto si deve a Franco Basaglia, psichiatra e neurologo italiano, l’«eterno soccorritore» come lo ribattezzò Alda Merini in una sua celebre poesia, che distingueva le persone dalle loro diagnosi. Lo psichiatra Peppe Dell’Acqua, suo discepolo, ne racconterà l’eredità ancora in parte da compiere al Tocatì. Sabato 15 settembre, proprio Marco Cavallo, la grande scultura su ruote, simbolo di libertà, creata nel 1973 nel ”manicomio” di Trieste, guiderà un corteo tra le vie del Festival.

A COME ARTE, A COME ANIMA | Adriano, lo Chagall della Val d’Illasi

«Certo, ammiro i grandi pittori ma sono gli altri a definirmi così. Io sono semplicemente io, e a questa età penso di potermi accontentare di come sono diventato, della mia arte, dello spazio che ho per esprimermi. Questo anche grazie a chi mi dà una mano, e a chi mi capisce e mi apprezza», Adriano Cassini ci apre le porte della sua casa-atelier, invitandoci nel suo mondo, fatto di ricordi d’infanzia, di atmosfere sognanti di atmosfere sognanti che affrescano paesaggi dove non si è mai stati, ma dei quali, dopo uno sguardo, si prova un’improvvisa nostalgia.

IL MADE IN ITALY QUANDO “SI SENTE” | Lazzari Girls, diciamo a voi

Una sartoria in provincia di Verona, quattro negozi, un’idea ben precisa della moda: che è prima di tutto qualità, senza compromessi. Il primo laboratorio, Margherita Lazzari e il marito Araldo Lunari, l’hanno aperto sopra un cinema, in un paesino in provincia di Vicenza: era il 1977. Pochi anni più tardi i due hanno scelto il centro storico di San Bonifacio, nel cuore della provincia di Verona, per portare avanti la propria idea di moda. Un’idea ben precisa, che non scende a compromessi quando si tratta di qualità: ogni capo della sartoria Lazzari è prodotto in Italia, l’attenzione ai dettagli viene prima di ogni cosa e lo stile resta quello originale ispirato da Margherita, che sa però rinnovarsi ad ogni collezione.

 UNA MAPPATURA (INTENSA) DI VERONA | E delle sue anime coraggiose 

Dopo la mappa che ha raccontato Veronetta, è in arrivo un altro prezioso capolavoro firmato Salmon Magazine: un pieghevole quadrato che a partire dal centro storico dispiegherà il centro e i suoi nascosti avamposti. Dopo quella prima mappa che, non a caso, ha voluto raccontare Verona partendo da quel suo immeritato diminutivo, la redazione di Salmon  si è vista di nuovo impegnata in un ambizioso progetto: narrare la città a partire dal suo centro storico, con una serie di curatissime mappe da usare e collezionare. L’intento è quello di presentare la nostra città grazie ai suggerimenti di chi questo ricco tessuto urbano lo vive davvero, imbastendone ogni giorno la sua veronese identità.

C’è tutto? Assolutamente no, perché neanche l’abbiamo tentato l’esercizio di elencare, pagina per pagina, quello che abbiamo cercato di contenere, di raccontarvi in questo numero: le rubriche, i consigli e tutto il resto li troverete sfogliando Pantheon 93, presto disponibile in versione cartacea in tutti i punti di distribuzione, qui, invece, la versione digitale.