Gli studenti del Maffei però volevano qualcosa di diverso, ambivano ad una squadra che avesse l’impronta di quel Genoa che già faceva appassionare il Belpaese. Sognavano una squadra che si elevasse rispetto ai “dilettantismi operaistici” che fino a quel momento avevano contraddistinto il calcio veronese. Fu così, che il professor Carubolo, un tipo austero e gioviale, consigliò di chiamare quella squadra Hellas, prendendo spunto dal suo insegnar il greco ai ragazzi. Nell’ottobre del 1903 nacque così l’Hellas, una società che godeva di un patrimonio iniziale di ben 32 Lire e che vedeva al suo vertice, come presidente, Fratta Pasini.

A VICENZA, UNA DOMENICA DI APRILE

Bisogna attendere però il 1906 prima di vedere l’Hellas scontrarsi contro altre realtà cittadine: un triangolare a Vicenza. La prima partita, contro il Treviso, finì a reti inviolate. Poi, senza nemmeno il tempo di bere un goccio di vino, iniziò la sfida al Vicenza. La pioggia che aveva smesso da un po’ ricominciò a picchiare sul campo, le linee erano pressoché scomparse e più volte i giocatori si ritrovarono a contendersi il pallone al di fuori del campo regolamentare. Con il risultato ancora fermo sullo zero a zero la palla arrivò a Crespi, attaccante gialloblù che con un finta mise a sedere il portiere avversario (alcuni osservatori dell’epoca riportarono che il portiere in realtà “scivolò in una pozzanghera”) e insaccò il pallone nella rete vicentina. Quello di Crespi, in quella domenica di aprile del 1906, fu il primo goal della Storia dell’Hellas Verona.