Statua Fracastoro

La Bala De Fracastoro.

di Marco Zanoni

AMMETTO DI ESSERE UN PO’ STANCO. È dal ‘500 che me ne sto qui ad osservarvi mentre passeggiate con il naso all’insù in una delle piazze più belle del mondo. Ho le gambe anchilosate, effetto dello star sempre nella stessa posizione e in più c’è questa sfera che tengo nella mano destra che ormai pesa come un macigno. I miei genitori mi han dato nome Girolamo, Fracastoro è il cognome tramandato da generazioni e ammetto che da quando mi han fatto la statua ho conosciuto la vanità. La credevo la giusta ricompensa, una testimonianza ai posteri di quella che è stata la mia vita dedita allo studio, alla medicina, alla filosofia, all’astronomia. C’è chi mi considera tra i più grandi letterati del mio tempo e questo, da quassù, mi sembra davvero un gran bel complimento. Ero grande amico di Niccolò Copernico e ho insegnato logica all’Università di Padova. Ho fatto ricerca sul *mal francese e da allora sono considerato uno dei pionieri della patologia. Ho scoperto anche le code cometarie e qualche anno prima di morire avevo trascritto qualche ideuzza poi ripresa da Galileo nella sua invenzione del cannocchiale. Mi hanno pure dedicato un cratere sulla Luna. Troppo gentili.

UNA VITA PIENA E RICCA di soddisfazioni che mi sono valse anche questa statua e la vista privilegiata su Piazza dei Signori. Un veronese celebrato dai veronesi insomma e si sa che quando i miei concittadini devono lodare qualcuno lo fanno con satira implacabile. Sì, perché vedete, questa sfera che porto in mano dovrei lasciarla cadere sulla testa di un galantuomo “onesto e puro” che passerà, un giorno, da via delle Fogge, un passaggio che ai miei tempi portava al tribunale. È dal ‘500 che aspetto, di quest’uomo nemmeno l’ombra. Nel frattempo avrete già capito dove sta la fregatura: mi hanno posto in un luogo simbolo per prendere per i fondelli il potere costituito visto che la bala è ancora saldamente nella mia mano. Finita così? Non proprio! Prima o dopo quel benedetto galantuomo passerà da qui sotto, è solo questione di tempo e di probabilità. E allora la bala dovrò lasciarla cadere per davvero. Lo farò con gioia perché finalmente mi libererò di questo peso ma sarà una felicità effimera la mia, durerà il tempo di pochi attimi, il tempo necessario perché la sfera rompa la zucca di quel poveretto. Da umanista quale sono stato, lo considero il degno finale di una commedia lunga più di sei secoli.

*sifilide

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