Sono trascorsi 50 anni dal primo trapianto di reni ad opera di Piero Confortini. Da allora, quindi dal 1968, al 2018 a Verona ne sono stati fatti 2400. Aumentano i trapianti da donatore vivente, ma questo non è ancora abbastanza. In lista d’attesa, in Italia, ci sono 8700 persone

Dal 1968 al 2018 ne sono stati fatti 2400, dei quali  310 sono trapianti da donatore vivente. Eppure sono più di 8 mila le persone in tutta Italia in lista d’attesa per un trapianto d’organo. E se è vero che negli ultimi anni la sensibilità dei donatori è aumentata di molto, è ancora necessario sensibilizzare su questo tema. Verona è stata la seconda città in Italia ad eseguire il trapianto d’organo, e per festeggiare i cinquant’anni da quello storico 1968, giovedì e venerdì in Gran Guardia ci sarà un convegno scientifico al quale parteciperanno i massimi esperti europei.

A Verona, il primo trapianto di rene venne eseguito dal professor Piero Confortini il 29 novembre del 1968. Si trattava di un intervento pioneristico, il secondo di questo tipo in Italia, dopo quello portato a termine a Roma dall’equipe del dottor Paride Stefanini. Da allora, nella nostra città sono stati realizzati 2400 trapianti di rene, con una media annua recente di oltre 100 interventi. Nel 2014, i trapianti eseguiti dall’apposita Unità Dipartimentale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata furono 105, nel 2015 sono stati 104, nel 2016 sono saliti a 110 e nel 2017 si è raggiunto il picco con 128, per assestarsi a 114 l’anno scorso. Questi numeri pongono il Polo Confortini e la nostra città tra i primi tre centri d’Italia per trapianti di rene.

Questi dati di eccellenza sono confermati da altri numeri che dimostrano come i veronesi siano particolarmente sensibili al tema della donazione di organi. Il Centro Nazionale Trapianti, infatti, ha comunicato che sono 5 milioni gli italiani che hanno esplicitato le proprie volontà in tema di donazioni di organi e tessuti. Nella nostra città, su 10.450 cittadini che hanno preso una decisione in materia ben 9.644 hanno dichiarato la propria disponibilità a donare, cioè il 92,3%. Una percentuale che fa di Verona la terza città italiana di medio/grandi dimensioni più generosa, dopo Bolzano (98,8% di dichiarazioni positive) e Genova che ha il 92,4%.

Per celebrare i 50 anni da quel primo trapianto di rene e per confrontarsi sul futuro di questa specialità chirurgica, sono stati organizzati, in Gran Guardia, due giorni di convegno. Giovedì 28 marzo sarà l’occasione per riunire nella nostra città i pazienti, i loro famigliari, i medici e gli operatori sanitari che, in questi anni, si sono occupati di trapianto di rene. Sarà possibile ascoltare le storie e le testimonianze di chi è stato operato, tra cui le parole della signora Rina, trapiantata 47 anni fa, che racconterà la propria esperienza.
Venerdì 29, invece, è in programma un convegno scientifico internazionale che riunirà alcuni tra i più importanti specialisti italiani ed europei.